Dal 22 ottobre nuove regole per favorire la riparazione dei prodotti, ridurre i rifiuti e contrastare l’obsolescenza programmata. Ecco cosa sapere.
Dare una seconda vita agli elettrodomestici e ai dispositivi elettronici, ridurre gli sprechi e garantire ai consumatori maggiori possibilità di riparare i prodotti difettosi. È questo l’obiettivo del diritto alla riparazione, al centro delle nuove disposizioni che entrano in vigore oggi, 22 ottobre 2026. Le nuove regole, che recepiscono la direttiva europea 2024/1799, puntano a incentivare la riparazione dei beni di consumo e a contrastare lo smaltimento prematuro di prodotti ancora utilizzabili.
Diritto alla riparazione: quali sono gli obblighi dei produttori?
Le nuove disposizioni introducono obblighi specifici per i produttori di determinate categorie di beni di consumo, tra cui lavatrici, aspirapolvere e telefoni cellulari, quando i prodotti presentano guasti o difetti e possono essere riparati tecnicamente. In particolare, i produttori sono tenuti a garantire la riparazione anche al di fuori del periodo di garanzia legale, nei casi e alle condizioni previsti dalla normativa europea.
Per favorire interventi accessibili, i produttori devono inoltre mettere a disposizione pezzi di ricambio e strumenti a prezzi ragionevoli, evitando che i costi costituiscano un ostacolo alla riparazione. Se il produttore è stabilito fuori dall’Unione europea, gli obblighi possono ricadere sul suo rappresentante autorizzato nell’Ue o, in mancanza, sull’importatore del prodotto, secondo quanto previsto dalla normativa.
Riparazione: quali informazioni devono ricevere i consumatori?
Prima di procedere con l’intervento, il consumatore deve poter conoscere con chiarezza le condizioni della riparazione.
A questo scopo è previsto un modulo europeo con informazioni su:
- tipologia degli interventi da effettuare;
- tempi necessari per completare la riparazione;
- prezzo dell’intervento;
- eventuale disponibilità di un prodotto sostitutivo.
Le informazioni riportate nel modulo sono valide per 30 giorni, consentendo al consumatore di valutare le condizioni proposte prima di prendere una decisione.
La riparazione deve essere effettuata gratuitamente o a un prezzo ragionevole e in tempi congrui, secondo le condizioni applicabili. Se la riparazione risulta impossibile, il fabbricante può offrire un prodotto ricondizionato.
Una piattaforma europea per trovare riparatori
Le novità comprendono anche la realizzazione di una piattaforma online europea dedicata alla riparazione, prevista entro il 31 luglio 2027. Lo strumento consentirà ai consumatori di individuare riparatori e venditori di beni ricondizionati, facilitando l’accesso ai servizi disponibili. L’obiettivo è rendere la riparazione una scelta più semplice e conveniente, riducendo la necessità di acquistare nuovi prodotti quando quelli già posseduti possono essere recuperati. Promuovere la riparazione significa tutelare contemporaneamente i consumatori e l’ambiente. Prolungare la vita dei prodotti può contribuire a ridurre gli sprechi, limitare la produzione di rifiuti e contenere le spese legate alla sostituzione di beni ancora utilizzabili. Per i consumatori, conoscere le nuove regole è fondamentale per valutare le alternative disponibili in caso di guasto, confrontare i costi e verificare gli obblighi del produttore e del venditore.
Riparare, quando possibile, non è soltanto una scelta sostenibile: è anche un modo per utilizzare più a lungo ciò che acquistiamo e fare scelte di consumo più consapevoli.
Fonte: ANSA
Foto: Pexels



