PROGETTI




ENERGIA: DIRITTI A VIVAVOCE

→Progetto in Corso

Ingrandisci L’U.DI.CON., insieme ad altre 16 Associazioni dei consumatori partecipa al progetto finanziato dalla Cassa conguaglio per il settore elettrico su disposizione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas: tale progetto ha come obiettivo quello  di rendere i consumatori più informati e consapevoli in materia di energia e gas. La campagna informativa sarà condotta attraverso l’organizzazione di eventi locali al fine di rendere maggiormente informati consumatori e utenti, mettendo a loro disposizione i propri professionisti che li assisteranno sulle molteplici problematiche inerenti i settori di riferimento.


QUELLO CHE LE PERSONE NON DICONO – UN’INCLUSIONE POSSIBILE

→Progetto in Corso

Ingrandisci L’obiettivo del progetto è quello di garantire un’inclusione sviluppando azioni volte a sensibilizzare, informare e assistere, in particolare, i disabili e le persone anziane. Il progetto “Quello che le persone non dicono – un’inclusione possibile” ammesso a finanziamento con decreto del Direttore generale della Direzione Generale del terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese, in data 29/12/2017 - registrato dall'Ufficio Centrale di Bilancio e dalla Corte dei Conti, a valere sulla disponibilità del Fondo di cui all’art. 72, comma 1 del decreto legislativo n. 117/2017 per l’anno finanziario 2017. L’idea nasce dalla collaborazione tra l’U.Di.Con. e Unione Nazionale Consumatori, con lo scopo di portare l’attenzione su quanto sia necessario, non solo informare gli utenti sul coinvolgimento che possono avere queste determinate fasce di popolazione nella società, ma anche garantire loro il maggior numero di servizi accessibili. Il progetto avrà una durata di 18 mesi, vedrà l’alternarsi di convegni, corsi di formazione, laboratori per bambini disabili e tante altre azioni volte al raggiungimento dell’obiettivo principale. Una campagna di comunicazione intensa e continua sarà al centro dello sviluppo progettuale: articoli video sito internet dedicato l’hashtag #NonSeiSolo i social network un’APP dedicata altri strumenti che verranno utilizzati nel corso dei mesi dalle associazioni per raggiungere il maggior numero possibile di utenti. Due sportelli attivi nelle sedi nazionali delle associazioni si occuperanno di coordinare il progetto oltre che di svolgere, parallelamente, il ruolo di informazione sul tema dell’inclusione sociale. Altri dieci sportelli informativi su tutto il territorio nazionale, invece, metteranno a disposizione, non solo un operatore per i cittadini che vorranno contattare le associazioni per avere maggiori informazioni sul progetto, ma anche del materiale informativo come brochure, guide, manifesti e volantini. Saranno creati 7 laboratori per bambini disabili, dove, nelle ore post scolastiche, potranno passare in maniera costruttiva il loro tempo. L’intervento interesserà tutte le Regioni d’Italia, al fine di riuscire a coinvolgere il più ampio bacino di utenti.


SERVIZIO CIVILE

→Progetto in Corso

Ingrandisci Dal 2010 ad oggi abbiamo permesso a centinaia giovani di tutta Italia di svolgere un’esperienza unica a favore dei cittadini più bisognosi e questo ci rende orgogliosi perché è la conferma che i nostri progetti non solo arricchiscono il bagaglio personale dei volontari ma sono anche utili per la società. Grazie ai vari progetti l'U.di.Con. permetterà ai volontari di impegnarsi per un anno all’interno delle nostre sedi presenti in diverse città del nord e sud Italia, offrendo assistenza ai cittadini in materia consumeristica, una possibilità che, come testimoniano gli stessi volontari, diventa anche un’ottima occasione per iniziare un percorso di crescita sotto il punto di vista professionale


IO SONO ORIGINALE

→Progetto in Corso

Ingrandisci Il progetto Io Sono Originale - proposto dalle Associazioni, con il finanziamento del Ministero dello Sviluppo Economico – Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione Ufficio Italiano Brevetti e Marchi - intende educare i cittadini sul fenomeno della contraffazione e informarli sui problemi relativi alla legalità, all’economia e agli strumenti di tutela. L’U.DI.CON. si impegna nella lotta contro la contraffazione promuovendo iniziative di informazione attraverso l’organizzazione di flashmob e l’utilizzo di profili social come Facebook, Twitter ed Instagram.


I RISCHI DELLA RETE PER I GIOVANI: LOTTA ALLE SOSTANZE STUPEFACENTI

→Progetto in Corso

Ingrandisci Il progetto, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Gioventu' e del Servizio Civile Nazionale con decreto della Presidenza del Consiglio Dei Ministri n. 572/2017, nasce con lo scopo di diffondere una maggiore consapevolezza sulle conseguenze date dall'abuso di sostanze stupefacenti, ormai sempre piu' facilmente reperibili tramite internet.  La scelta di intervenire sui giovanissimi, con un'eta' compresa tra gli 11 e i 18 anni, e' dettata dall'esigenza di formare le generazioni future. Pertanto si intende dare un'informazione sul corretto utilizzo dei siti web, nei quali spesso si nasconde la vendita di nuove droghe sintetiche pubblicizzate sotto forma di integratori, sali da bagno, prodotti naturali, etc. Attraverso l'attuazione di una serie di campagne preventive nei principali centri di aggregazione, il progetto intende promuovere l'educazione alla salute tra i giovani e la conoscenza dei gravi effetti dannosi delle droghe sulla persona, provocati sia dall'uso sporadico ma potenzialmente letale, sia dall'utilizzo prolungato e costante delle stesse.       


LUDOPATIA, INTERNET E MINORI. UN FENOMENO IN CRESCITA

→Progetto in Corso

Ingrandisci La ludopatia è una malattia. È la dipendenza di un soggetto nel praticare il gioco d’azzardo. Può sembrare esagerato parlare di patologia quando si tratta di “un gioco, o una moda”, ma non è così. Da diversi anni la dipendenza dal gioco d’azzardo non solo ha distrutto economicamente individui e famiglie ma tormenta con tutti i sintomi patologici di ogni dipendenza la persona che ne soffre. Quali sono i sintomi che bisogna tener d’occhio per scongiurare di cadere nel vortice? E da evidenziare se già ci si è caduti? · Essere assorbiti completamente dal gioco, pensarci e parlarne spesso, pianificare la prossima giocata, escogitare modi diversi per procurarsi denaro; · Bisogno di giocare somme di denaro sempre maggiori; · Fallimento nel tentativo di ridurre la propria dipendenza dal gioco; · Ansia, irrequietezza e irascibilità nel momento in cui al giocatore viene sconsigliato o gli viene impedito di giocare, ovvero ci tenta egli stesso;  · Utilizzo del gioco d’azzardo come “soluzione o palliativo” per sfuggire problemi di umore, impotenza, colpa, ansia o depressione; · Irrefrenabilità: dopo aver perduto il giocatore tenta e ritenta un altro gioco pur di provare a “vincere”; · Mentire alla propria famiglia o al terapeuta per nascondere la pratica del gioco d’azzardo; · Commettere azioni illegali come il furto, lo spaccio o la frode per procurarsi il denaro da giocare · Mettere a repentaglio una relazione sentimentale o familiare pur di continuare a giocare. Mettere a rischio la propria situazione lavorativa per lo stesso motivo; · Fare continuo affidamento su altre persone nonché sui debiti sia per finanziarsi il gioco, che per la sussistenza. Non è assolutamente necessario che tutti i sintomi elencati siano presenti nell’individuo, ne basta anche uno per indicare un caso di ludopatia. Insomma il gioco d’azzardo è una droga e funziona come tutte le altre forme di dipendenza. Il dato più sconcertante è che un terzo dei giocatori seriali è minorenne, non fa testo la provenienza sociale, il genere o l’orientamento scolastico e culturale. La ludopatia colpisce sempre più persone giovani grazie a due strumenti: internet e il gratta e vinci. Il primo rende possibile giocare facilissimamente con qualsiasi smartphone anche in classe. Il secondo rende il gioco, “facile, economico e divertente”, anche per chi con il web non ha tanta dimestichezza. Uno strumento critico per le fasce più adulte è rappresentato dalla Slotmachine, assai meno rilevanti sono le carte e il vecchio fantozziano casinò. Udicon grazie al progetto in corso Prevenzione on the Road: Lotta alle Dipendenze finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali ai sensi della legge n. 383/2000, art. 12, comma 3, lett f - Avviso 2016, si impegna a contrastare il dilagarsi di questa patologia aiutando le vittime a “vincere” non una schedina, ma una scommessa su se stessi e sulle proprie potenzialità.


PREVENZIONE ON THE ROAD: LOTTA ALLE DIPENDENZE

→Progetto in Corso

Ingrandisci Il progetto “PREVENZIONE ON THE ROAD: LOTTA ALLE DIPENDENZE”, nasce con l’idea di sviluppare azioni mirate di prevenzione, sensibilizzazione e assistenza sul tema delle dipendenze con particolare riferimento alla ludopatia e al gioco d’azzardo. L’idea che le Associazioni proponenti vogliono sviluppare attraverso le azioni del progetto, è quella di proporre una campagna capillare sul territorio nazionale con diverse azioni mirate per cittadini consumatori, con l’obiettivo di favorire il calo del fenomeno sociale del gioco d’azzardo che sta dilagando sul territorio e online, e che spesso porta al sovraindebitamento di molte famiglie e alla ludopatia. Saranno utilizzati diversi strumenti, al fine di raggiungere diversi target di cittadini-consumatori oltre che un ampio segmento generazionale della popolazione come adolescenti e giovani adulti più propensi al gioco online, e gli adulti ed anziani che sempre più spesso si indebitano nelle sale gioco o con le slot machine. Per Visualizzare il formulario completo del progetto CLICCA QUI   Progetto "Prevenzione On The Road: Lotta alle Dipendenze" finanziato dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ai sensi della legge n. 383/2000, art.12, comma 3, lett f - Avviso 2016


PROGETTO U.DI.CON. S.O.S. INFORTUNISTICA

→Progetto Concluso

Ingrandisci Il progetto nasce con il fine di offrire assistenza e consulenza legale in materia di infortunistica: dal risarcimento derivante da infortunio sul lavoro ai sinistri stradali. Tra questi ultimi rientrano sia i casi che vedono coinvolti i guidatori, sia quei casi in cui le vittime interessate sono pedoni i quali si trovano a pagare le conseguenze di una sempre più carente opera di manutenzione stradale. A tal riguardo, U.DI.CON. si pone al servizio dei consumatori che hanno subito un danno, mettendo a loro disposizione le proprie sedi locali presenti sul territorio nazionale.


CANONE TV IN BOLLETTA. ASSISTENZA AI CONSUMATORI

→Progetto Concluso

Ingrandisci Il progetto, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico ai sensi della legge 388/2000 art. 148 e realizzato in collaborazione con l’Unione Nazionale Consumatori, nasce con lo scopo di mettere a disposizione del consumatore servizi di informazione, consulenza e assistenza diretti a facilitare la diffusione della conoscenza della normativa inerente al pagamento del canone tv in bolletta. A seguito della modifica apportata dalla Legge di Stabilità l’U.DI.CON. assisterà i consumatori divulgando informazioni a tal riguardo attraverso l’attivazione di sportelli nazionali fisici e online.


NO PROBLEM

→Progetto Concluso

Ingrandisci Il progetto “No problem – Assistenza, informazione, incontri con le Associazioni dei consumatori”, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico  e realizzato con la collaborazione delle Associazioni dei Consumatori  Unione Nazionale Consumatori, Adiconsum, Centro Tutela Consumatori e Utenti  (CTCU) e U.Di.Con., ha l’obiettivo di rafforzare la relazione tra i consumatori. Con la nascita di questo progetto U.DI.CON. si è posto come obiettivo principale quello di porre particolare attenzione alle esigenze dei diversamente abili e dei loro familiari, offrendo loro servizi di consulenza e informazione.


DI.CI. DI ROMA

→Progetto Concluso

Ingrandisci Di.Ci. di Roma è un’ importante iniziativa promossa dall’U.Di.Con. (Unione per la difesa dei consumatori). Essa si avvale dell'esperienza di uno staff di professionisti quali: avvocati, ingegneri, e tecnici che quotidianamente si preoccupano di esaminare i vari disagi da voi segnalati e portarli a conoscenza degli enti competenti, dandovi la possibilità di seguire l’evoluzione del caso segnalato. Tutto ciò è possibile grazie alla pluriennale esperienza nel settore dei servizi, soprattutto quelli pubblici, che consente di attivare un monitoraggio costante e dettagliato di tutto il territorio romano.


UNO NESSUNO E CENTOMILA

→Progetto Concluso

Ingrandisci Il furto d'identità è un comportamento criminoso avente come obiettivo quello di derubare un individuo usando la sua stessa identità. La disinformazione degli utenti a riguardo può causare gravi conseguenze tanto nella sfera emotiva quanto in quella finanziaria. Il progetto "UNO, NESSUNO E CENTOMILA" si pone come obiettivo principale quello di fornire un'adeguata informazione e assicurare metodi di prevenzione sul fenomeno del furto di identità, con particolare riferimento alle frodi creditizie compiute ai danni di categorie più deboli e quindi maggiormente esposte.


OCCHIO ALLA TRUFFA

→Progetto Concluso

Ingrandisci Sempre più spesso, consumatori e utenti, si ritrovano a dover affrontare problematiche legate a tematiche di carattere consumeristico, ciò evidenzia una chiara inconsapevolezza nella comprensione effettiva dei diritti e doveri che riguardano il consumatore. Su questo sfondo emerge sempre più  la possibilità di essere coinvolti in truffe da cui difficilmente si riesce a uscire e, a farne le spese, sono soprattutto i consumatori anziani.  Per porre rimedio a ciò, l'U.DI.CON. attraverso il progetto "Occhio alla truffa: interventi di informazione, consulenza e assistenza nella Regione Lazio" struttura un piano di azione attraverso servizi e attività rivolti alla figura del consumatore anziano, per garantire una buona prevenzione e fornire gli strumenti adatti per contrastare ogni tipo di truffa. 


BASTA UN CLICK

→Progetto Concluso

Ingrandisci L'utilizzo del sistema informatico come strumento per la semplificazione amministrativa è un importante traguardo raggiunto in seguito a diversi interventi normativi. L'obiettivo è quello di rendere più facile e veloce il rapporto con la Pubblica Amministrazione. U.Di.Con. si propone, attraverso una sezione dedicata sul proprio sito e attraverso servizi di assistenza telefonica e agli sportelli, di diffondere maggiori informazioni, così da rendere i cittadini maggiormente consapevoli dell'esistenza dei diversi sistemi informatici attivati dalle pubbliche amministrazioni e del relativo funzionamento. Inoltre l’associazione si propone di assistere i cittadini meno abituati alle tecnologie informatiche così da incoraggiarli ad usufruire del mezzo telematico. 


MAXI SEQUESTRO DI MERCE CONTRAFFATTA A MILANO: GIOCATTOLI E COLLE ALTAMENTE PERICOLOSI PER I BIMBI

Ingrandisci Pochi giorni fa la Guardia di Finanza ha sequestrato un enorme quantitativo di merce contraffatta destinato per lo più ai bambini: si tratta di giocattoli, materiale elettrico e, soprattutto, colla. L’operazione delle Fiamme gialle è stata innescata da un controllo effettuato a Milano presso un negozio gestito da un imprenditore cinese, il quale è risultato possessore anche di un capannone industriale dove sono stati rinvenuti numerosi articoli contraffatti appartenenti alle suddette categorie. Gli inquirenti hanno accertato che l’imprenditore cinese procedeva alla falsificazione dei certificati di conformità dei prodotti presenti nel capannone. Davide Zanon, Segretario Regionale Codici Lombardia si è detto molto preoccupato, in quanto la merce rinvenuta è stata valutata come altamente pericolosa e in grado di procurare danni molto gravi alla salute dei bambini e, più in generale, ei consumatori che ne avessero fatto uso. Lo stesso Zanon ha esortato le istituzioni e gli organi di controllo a vigilare affinché qualsiasi tentativo di immettere sul mercato merce contraffatta e pericolosa sia arginato. Al tempo stesso ha raccomandato alle famiglie di verificare con attenzione che i prodotti acquistati e messi a disposizione dei bambini siano in possesso del marchio originale CE. L’imprenditore cinese è stato arrestato insieme ad un suo collaboratore; entrambi rischiano pesanti sanzioni amministrative e fino a quattro anni di carcere.  


AQUILEIA CANDIDATA A CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA.

Ingrandisci Nel progetto compare l’abolizione delle barriere architettoniche Aquileia è una delle città candidate per la proclamazione di Capitale italiana della cultura per l’anno 2018, in palio un contributo di 1 milione di euro e l’esclusione delle risorse investite nella realizzazione del progetto dal vincolo del patto di stabilità. Le altre realtà candidate al prestigioso titolo sono Alghero, Comacchio, Ercolano, Montebelluna, Recanati, Settimo Torinese, Trento, l’Unione dei Comuni Elimo Ericini e Palermo, con il capoluogo siciliano che sembra essersi portato in vantaggio sulle concorrenti. Lo scorso 10 gennaio però Aquileia ha presentato alla commissione valutatrice a Roma il progetto tra le quali spiccano dei provvedimenti riguardanti l’eliminazione delle barriere architettoniche. Queste le parole del vicesindaco nonché assessore alla cultura Luisa Contin che si sofferma sull’accessibilità dei luoghi pubblici per i disabili: “È sull’archeologia che si incentra il nostro intervento, sulle più moderne tecniche per rendere il patrimonio archeologico meglio fruibile e sul rapporto tra cultura e sviluppo economico. Ma l’archeologia può essere anche un efficace mezzo di educazione al patrimonio culturale e alla convivenza civile. I bambini e i giovani sono sicuramente la categoria maggiormente interessata dalle iniziative proposte. La città è meta tradizionale del turismo scolastico nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado di tutta l’Italia centro settentrionale e dei paesi confinanti di Austria e Slovenia. Vogliamo che in questa operazione non siano esclusi i disabili, per questo il Comune è intervenuto eseguendo diversi lavori finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche. La Basilica e il Museo Archeologico sono accessibili, le aree archeologiche non del tutto”. Hanno partecipato alla stesura del progetto candidato anche la Sopraintendenza Belle Arti e Paesaggio del FVG, il Polo Museale del FVG, la Fondazione Aquileia, la Regione FVG, la Provincia di Udine, la Società per la Conservazione della Basilica, le associazioni culturali di Aquileia, l’Associazione degli imprenditori aquilesi e il Lions club Aquileia, Cervignano, Palmanova. Le buone intenzioni di questo progetto, soprattutto in merito all’abolizione delle barriere architettoniche sono di per sé già una grande vittoria di questo comune.


CONTRAFFAZIONE: “IO SONO ORIGINALE” L’U.DI.CON. IL 21 MAGGIO SCENDERÀ IN PIAZZA CASTELLO A TORINO

Ingrandisci ‘Io Sono Originale’, l’iniziativa contro la contraffazione ideata dalla Direzione Generale per la lotta alla contraffazione-UIBM del Ministero dello Sviluppo economico e realizzata dalle associazioni di consumatori continua grazie a nuovi progetti. Nel corso del 2016 e per nei primi mesi di quest’anno sono stati diversi gli eventi organizzati dalle Associazioni per sensibilizzare i consumatori sul tema della contraffazione, rientranti nel progetto promosso dalla DGLC-UIBM che ha programmato sul territorio italiano una serie di iniziative coinvolgendo i cittadini. Dopo i flashmob di Milano, Palermo, Roma e Reggio Calabria che hanno visto alternarsi musicisti, compositori, ballerini e cantanti attirando con le loro esibizioni l’attenzione dei passanti, il progetto farà tappa a Torino il 21 maggio nella splendida Piazza Castello dove, dalle ore 11, i passanti saranno coinvolti dalla musica travolgente dei ballerini della scuola di danza “Armonia del Movimento” di Avigliana. All’esibizione seguirà un momento di confronto con lo staff dell’U.Di.Con che distribuirà materiale informativo sulla lotta alla contraffazione e gadget “Io Sono Originale”. Per vedere il calendario degli eventi del progetto visita la nostra pagina www.udicon.org/io-sono-originale/   *Adiconsum, Adoc, Adusbef, Assoconsum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Casa del Consumatore, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Movimento Consumatori, Unione Nazionale Consumatori, Udicon, Associazione Utenti Servizi Radiotelevisivi.


CONTRAFFAZIONE, SVILUPPI E CONTRASTI DEL FENOMENO

Ingrandisci Prosegue il marketing della contraffazione questa volta in Emilia Romagna, una delle regioni più prospere del paese per qualità della vita e del commercio, dove, però, sono emersi diversi casi di merce contraffatta.   La Guardia di Finanza di Rimini e Cattolica in seguito a intensi controlli ha sequestrato capi d’abbigliamento, magliette e oggettistica delle più famose squadre di calcio, giocattoli e oggetti vari, per un totale di 109.000 prodotti di cui 1440 ritenuti nocivi per la salute. Il tutto tra Rimini e Bellaria. Denunciati per truffa i titolari di due ditte venditrici: una facente capo a un italiano, l’altra a un cittadino del Bangladesh.   Il fenomeno della contraffazione continua a dilagare. Queste le parole della Guarda di Finanza: “Stando alle cifre diffuse da fonti ufficiali e da organismi di ricerca, il giro d’affari della c.d. industria del falso ammonterebbe nel nostro Paese a quasi 7 miliardi di euro. Uno studio del CENSIS, commissionato dalla Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione - Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Ministero dello Sviluppo Economico, in particolare, quantifica il peso della contraffazione, in termini di mancato gettito per l’erario, in quasi 5 miliardi di euro, pari al 1,74% del totale delle entrate tributarie”.    


CONTRAFFAZIONE, LAMEZIA: SEQUESTRATI OLTRE 10MILA OGGETTI

Ingrandisci Il quartiere di Nicastro, a Lamezia Terme, sono stati trovati dalla Guardia di Finanza, oltre diecimila oggetti non originali, che spaziavano tra capi d’abbigliamento, giochi per bambini e accessori vari. La GdF ha sequestrato i prodotti ritrovati nell’attività commerciale di un cittadino di nazionalità cinese. Il proprietario del negozio è stato poi denunciato per il reato di ricettazione e contraffazione. I prodotti sono stati subito identificati come taroccati, vista la totale assenza delle informazioni identificative che di solito ne comprovano oltre che la produzione originale, anche l’indicazione dell’azienda produttrice. L’esercente non ha avuto modo di provare la provenienza degli oggetti in vendita, ulteriore conferma della mancata originalità dei prodotti sui quali comparivano per altro loghi riprodotti. Continua quindi la lotta alla contraffazione, con un costante controllo e una attenta supervisione in un prossimo futuro sarà possibile eliminare quasi del tutto un problema che da anni genera problemi in tutta Italia. I controlli sono aumentati, soprattutto nel calabrese dove la proliferazione di shop cinesi con prodotti dalla dubbia provenienza sta raggiungendo percentuali drammatiche, ma è necessario fare sempre di più.


A CARNEVALE LA CONTRAFFAZIONE VALE

Ingrandisci Ci siamo da pochi giorni lasciati il carnevale alle spalle ed è tempo di bilanci. Vorremmo che questa analisi riguardasse unicamente il consumo di frappe e castagnole, ma sfortunatamente occorre ancora una volta fare i conti con il fenomeno della contraffazione. Nelle ultime settimane le forze dell’Ordine, in primis la Guardia di Finanza, sono state duramente impegnate in una task-force tesa ad arginare i tentativi di frode nel commercio di prodotti non originali legati al carnevale. Tra le operazioni maggiormente degne di nota ricordiamo il sequestro avvenuto circa una settimana fa nella cittadina di Piraino, dove le Fiamme Gialle hanno scoperto presso un esercizio commerciale gestito da un uomo di nazionalità cinese un quantitativo enorme di prodotti contraffatti di provenienza asiatica. Si tratta, nello specifico, di maschere, parrucche, costumi e giocattoli carnevaleschi privi della necessaria certificazione di conformità alle disposizioni europee o, peggio, muniti di una falsa etichettatura CE. È stato riscontrato che gli articoli destinati ai bambini al di sotto dei tre anni erano sprovvisti delle indicazioni relative ai materiali utilizzati e, quindi, potenzialmente dannosi per la salute dei piccoli. Un’altra importante operazione delle Forze dell’ordine è avvenuta a san Giuseppe Vesuviano in provincia di Napoli. In questo caso l’indagine ha riguardato una società che conservava in una struttura di 2000 metri quadrati prodotti contraffatti legati al carnevale. Sono stati sequestrati 69000 giocattoli, 96000 articoli per cosmesi, 14000 tra vestiti e maschere. Anche questa volta i prodotti contraffatti provenivano dalla Cina ed erano privi degli standard di sicurezza previsti dalla legge. Anche la capitale del carnevale, Venezia, non è stata tenuta fuori dai traffici illeciti: la Guardia di Finanza ha effettuato dei controlli in alcuni esercizi commerciali del centro storico ed ha smantellato un vasto commercio di articoli non originali che si alimentava presso alcuni magazzini di stoccaggio gestiti anche in questo caso da cittadini cinesi. Sono stati sequestrati ben 2,8 milioni di prodotti tra abiti, maschere, trucchi e giocattoli e sono state denunciate otto persone. A colpire gli inquirenti è stato anche il rinvenimento di circa 60000 articoli di abbigliamento che riportavano il marchio contraffatto di importanti aziende di moda.


LA SCUOLA UN DIRITTO DI TUTTI

Ingrandisci E’ stata pubblicato a Roma da Fiaba (Fondo per l’abbattimento delle barriere architettoniche ), dal Consiglio Nazionale dei Geometri e dall’Uni (Ente Italiano di Normazione) il documento tecnico nazionale che detta le linee per l’abbattimento delle barriere architettoniche denominato ”Abbattimento barriere architettoniche - Linee guida per la riprogettazione del costruito in ottica universal design". Tutto ha inizio dal Concorso nazionale "I futuri geometri progettano l'accessibilità" e dall'esperienza che gli studenti degli Istituti Cat (Costruzioni Ambiente e Territorio) conducono da 5 anni, cimentandosi nella stesura di progetti locali per l'abbattimento delle barriere architettoniche. Grazie a tale collaborazione arrivano le tanto attese linee guida per migliorare lo stile di vita quotidiano dei ragazzi disabili all’interno delle scuole dando loro la possibilità di esercitare il diritto di poter accedere agli istituti scolastici e a tutti i servizi inerenti. Risulta che il 71% degli edifici scolastici è adeguato alla normativa dell'abbattimento delle barriere architettoniche; consapevoli che nelle scuole l’abbattimento delle barriere è molto complesso perché è necessario intervenire su aule, laboratori e uscite di sicurezza, non dobbiamo accontentarci di quanto fino ad ora ottenuto ma perseverare nell’obiettivo per poter assicurare a tutti i ragazzi disabili il diritto di poter usufruire di tutti i servizi che spettano loro sia dal punto di vista normativo che, non di minore importanza, da quello umano.


E’ CACCIA ALLE BARRIERE ARCHITETTONICHE, STUDENTI LICEALI PROTAGONISTI A TRADATE

Ingrandisci Pattuglie di studenti hanno invaso le strade di Tradate lo scorso 18 febbraio con l’intento pacifico di segnalare tutte le barriere architettoniche del comune. L’iniziativa partita dal progetto “Tradate per tutti”, prevedeva come primo appuntamento proprio l’impegno da parte dei ragazzi liceali nella verifica delle condizioni del proprio comune in merito a questa problematica. “La preziosa collaborazione con l’Istituto Don Milani, che si svolge nell’ambito della convenzione di alternanza scuola-lavoro stipulata con l’amministrazione comunale, permette di dare un taglio tecnico e professionale al monitoraggio – spiegano dalla scuola superiore - e i primi risultati saranno presentati alla cittadinanza già in primavera, in un momento condiviso, con una mostra degli elaborati grafici e fotografici preparati dai ragazzi della Galilei. In un secondo tempo verranno proposte all’Amministrazione comunale delle vere e proprie soluzioni progettuali studiate e redatte dagli studenti del Don Milani per le situazioni considerate più critiche”. E’ straordinario l’apporto che stanno perpetrando i ragazzi liceali per la problematica delle barriere architettoniche. In questo momento storico, dove troppo spesso si parla del disinteresse dei giovani per la comunità e per la maggior parte delle problematiche sociali senz’altro questa è una risposta per le rime. Concludono cosi i ragazzi dal Don Milani: “Al di là degli aspetti tecnici, questa iniziativa ha come obiettivo lo stimolo ad una più attenta condivisione dei problemi delle persone più deboli, fondamentale nel bagaglio di formazione ‘civica’ dei ragazzi delle scuole medie e delle future generazioni di tecnici e professionisti che si diplomeranno al Don Milani”.


BARRIERE ARCHITETTONICHE, ECCO LA PRASSI UNI PER ELIMINARLE

Ingrandisci Dalla collaborazione di FIABA Onlus e con il coinvolgimento degli studenti degli istituti tecnici – ideali destinatari per un’iniziativa ed un tale messaggio di sensibilizzazione – nasce la volontà di avviare un procedimento finalizzato la norma UNI ovvero un documento che definisce grazie a migliaia di esperti in Italia e nel mondo, “come fare le cose bene” con garanzie di sicurezza e rispetto per l’ambiente.  Queste le parole di Maurizio Savoncelli, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati: “Collaborando con FIABA Onlus e, in particolare, grazie all’opportunità di trovarci al fianco dell’infaticabile figura del Presidente Giuseppe Trieste, abbiamo voluto coinvolgere gli studenti degli istituti tecnici – Costruzioni Ambiente e Territorio (ex Geometri), ovvero gli ideali destinatari di un messaggio di sensibilizzazione. A coloro che avrebbero avuto il compito di progettare il futuro e con esso anche l’accessibilità del domani. Quando pensammo – dunque – chi meglio di loro? Eravamo certi di aver riposto il nostro progetto nella mani migliori ma non immaginavamo di aver avuto una preziosa intuizione, di cui ci rendiamo conto solo oggi. Questi ragazzi hanno ragionato, hanno elaborato, e hanno voluto adottare le migliori pratiche, basandosi sul loro vissuto quotidiano e su una necessità effettiva. Abbiamo ricevuto progetti che interessavano la loro scuola, la loro palestra, la loro mensa. Ecco che la loro esperienza ci ha spinti a voler offrire uno strumento tecnico concreto, con linee guida esemplificative a corredo, che ci auguriamo davvero oggi possano essere uno contributo chiaro e forte nell’abbattimento delle barriere architettoniche, in attesa che il legislatore promulghi eventuali normative”. Migliorare le condizioni di vita di chi vive disagi a causa delle barriere architettoniche dovrebbe essere l’obiettivo di tutti i cittadini che, mettendosi nei panni di chi vive in carrozzina, deve avere un ruolo primario nella segnalazione di tutte le evidenti problematiche riscontrabili sul territorio. Da questo e attraverso queste sinergie è possibile migliorare le condizioni di vita di chi ha a che fare tutti i giorni con le barriere architettoniche.


L’INSPIEGABILE PESO DELLE ISTITUZIONI SUI DISABILI

Ingrandisci Un problema molto grave sta colpendo diversi ragazzi disabili a cui viene negata la possibilità di avere una vita scolastica dignitosa per il taglio dei fondi dedicati agli assistenti che dovrebbero occuparsi di loro. Un semplice aiuto per andare in bagno, cosi come per mangiare è ciò che servirebbe a Manuel, un ragazzo di 18 anni che nell’istituto “Pio La Torre” di Palermo. Nadia Melluso, madre di Manuel, ha espresso tutta la sua frustrazione all’Adnkronos: "Posso piegarmi alla volontà di Dio di avere un figlio disabile, ma non mi posso piegare alla volontà di un gruppetto di persone che se ne fregano dei disabili. Sono stanca La burocrazia non può impedire a tanti ragazzi di andare a scuola. Questa situazione è un vero disastro e io sono stanca anche perché non sento le istituzioni vicine”. Per via di questa carenza la mamma di Manuel deve assistere il figlio anche durante l’orario scolastico, in particolar modo nell’orario della ricreazione per permettere al ragazzo di andare in bagno, mangiare una merenda e muoversi. Questo è solo uno dei tanti casi di ragazzi che si trovano a fare i conti con questo problema nella provincia di Palermo come si apprende dalle dichiarazioni di un insegnante di sostegno dell’istituto “Pio La Torre”: “Già per tre volte quest'anno le famiglie sono state costrette a tenere per lunghi periodi i figli a casa perché sono mancati gli assistenti personali o il trasporto. Alcuni genitori sono venuti materialmente a scuola, prendendosi ore di permesso da lavoro, all'ora della ricreazione, per dar da mangiare ai figli e aiutarli ad andare in bagno, pulirli eccetera”. Assenze per settimane sono stata invece la devastante soluzione per i ragazzi in sedia a rotelle ai quali viene negato non solo il diritto allo studio ma anche uno dei pochi momenti di svago come ha voluto ribadire Nadia, la mamma di Manuel: “Queste interruzioni dei servizi ci costringono a ovviare a questo problema andando personalmente a scuola per accompagnare nostro figlio in bagno tutte le volte che l'insegnante ci chiama e far svolgere il momento della ricreazione aiutandolo a far merenda, altrimenti l'unica alternativa è tenerci nostro figlio a casa, negando così il suo diritto allo studio”. Il quadro descritto oltrepassa l’assurdo e colpisce ragazzi disabili e le loro famiglie che nonostante il pieno diritto a questi servizi per la legge 104 non possono usufruirne per il taglio dei fondi che inspiegabilmente và a gravare proprio su di loro.


ROSETO DEGLI ABRUZZI, SINDACO SCRIVE A TRENITALIA PER BARRIERE ARCHITETTONICHE

Ingrandisci La stazione di Roseto non ha le adeguate attrezzature per garantire l’accesso alle persone che vivono in carrozzina. Per questo motivo il sindaco di Roseto degli Abruzzi, Sabato di Girolamo, ha voluto inoltrare questa richiesta per provare a risolvere il problema nella maniera più rapida possibile. Questa la lettera del sindaco a Trenitalia per chiedere in maniera celere una soluzione alla problematica per una serie di barriere architettoniche: “Le chiedo di intervenire il più presto possibile per eliminare le barriere architettoniche della stazione di Roseto degli Abruzzi. Come sindaco di una città turistica (seconda città più popolosa della provincia di Teramo), e, soprattutto, come cittadino, non posso esimermi dal pregarLa di fare in modo che il sottopasso della stazione – usato, tra l’altro, anche come collegamento tra la prospiciente pineta e la piazza – venga al più presto reso percorribile da chi abbia difficoltà motorie permanenti o temporanee. Non solo, per rendere la stazione della nostra città fruibile al massimo livello, Le chiedo anche di provvedere a fornire un accesso alternativo alle scale per accedere ai binari 2 e 3. Come Lei sa meglio di me, inoltre, il decreto presidenziale n. 503 del 24 luglio 1996 reca norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici, e recita all’art. 25: “Le principali stazioni ferroviarie devono essere dotate di passerelle, rampe mobili o altri idonei mezzi di elevazione al fine di facilitare l’accesso alle stesse e ai treni alle persone con difficoltà di deambulazione”. Si attendono quindi risposte per quello che è ormai un problema che persiste da troppo tempo. E’ augurabile che il tutto si risolva nel più breve tempo possibile, nel rispetto di chi vive difficoltà quotidiane e che non può fare i conti con ulteriori problemi causati dalle amministrazioni o dalle aziende che non provvedono a stilare un piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche.


MODENA, SINDACO IN CARROZZINA PER TESTARE L’ACCESSIBILITÀ DELLA CITTÀ

Ingrandisci Una mattina in carrozzina per provare l’accessibilità della città della quale è sindaco. E’ stata questa la proposta accettata dal sindaco Gian Carlo Muazzarelli, che qualche giorno prima è stato invitato dall’atleta paraolimpica Juliet Kaine che vive nelle vicinanze del parco XXI Aprile ed ha segnalato le numerose difficoltà nel muoversi per la città di Modena su una sedia a rotelle. Juliet Kaine si è voluta occupare personalmente della questione, dopo aver girato un video pubblicato lo scorso ottobre si è recata in Municipio sollecitando un intervento tempestivo del primo cittadino modenese. Gian Carlo Muzzarelli ha accettato l’invito dell’atleta italiana ed ha potuto verificare quanti e quali siano i disagi che i disabili vivono ogni giorno. Le prime difficoltà sono arrivate subito, una buca nel marciapiede, un autobus sprovvisto di pedana per persone diversamente abili sono solo alcuni degli esempi che si sono presentati dopo pochi minuti. I muscoli dell’atleta Kaine le hanno permesso di salire comunque a bordo del mezzo pubblico, ma il sindaco al contrario si è trovato a desistere. Pochi istanti dopo un altro problema si presenta agli occhi del sindaco di Modena, che deve fare i conti con il cavalcavia, dove è possibile superare la salita solo se si riesce a spingere con forza, oppure i marciapiedi eccessivamente piccoli, dove la carrozzina non sempre riesce a passare. Al termine della mattinata il sindaco ha previsto un piano di azione per risolvere le problematiche legate alle barriere architettoniche invitando Juliet Kaine e gli altri cittadini disabili ad essere i “collaudatori” di questo provvedimento.


IL DIRITTO ALL’ACCESSIBILITÀ IN ITALIA

Ingrandisci Che si tratti di gradini, servizi igienici non attrezzati, ingressi troppo stretti o pendenze eccessive, nella maggior parte delle città italiane si registra ancora oggi una presenza importante installazioni/elementi costruttivi – più comunemente noti con il nome di “barriere architettoniche” - che impediscono, limitano o comunque rendono difficoltosi gli spostamenti e la fruizione di servizi per le persone con limitata capacità motoria o sensoriale.             Eppure già da parecchi anni l’Italia dispone di una normativa all’avanguardia che affronta il problema dell'accessibilità a 360°, indicando nel dettaglio termini e modalità per garantire a chiunque la praticabilità soprattutto dei luoghi pubblici. Sin dalla seconda metà degli anni Ottanta, infatti, il nostro ordinamento giuridico è stato interessato da più interventi da parte del legislatore finalizzati alla pianificazione, prima, e al raggiungimento, poi, di un livello di fruibilità ed accesso agli spazi in linea con il trend europeo.             Più precisamente, al 1986 risale l’introduzione dei Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche - i cd. P.E.B.A., disciplinati dalla L n. 41/1986 e ss.mm. -, la cui adozione da parte degli Enti Locali avrebbe dovuto garantire (ed il condizionale in questo caso è d’obbligo) una costante attività di monitoraggio degli immobili di loro proprietà, oltre che di rilevamento e classificazione di tutte le barriere architettoniche presenti in un'area circoscritta, al fine di individuare le soluzioni progettuali più adatte all’eliminazione di ciascuna barriera individuata, i relativi costi e le priorità di intervento.             Con la successiva emanazione della L. n. 13/1989, recante “Disposizioni per favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati”, si è invece inteso rendere tutti gli edifici e le aree urbane fruibili dalle persone con problemi di mobilità mediante la prescrizione, nel successivo decreto attuativo (D.M. n. 236/1989), di ben tre livelli di qualità dello spazio costruito, e cioè: accessibilità, con ciò intendendosi «…la possibilità, anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere l'edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruirne spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia» (art. 2, lett. G);visibilità, ovverosia «..la possibilità per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale di accedere agli spazi di relazione e ad almeno un servizio igienico di ogni unità immobiliare» (art. 2, lett. H); e poi ancora adattabilità, meglio definita come: «…la possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito a costi limitati, allo scopo di renderlo completamente e agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale» (art. 2, lett. I) – oggi riconosciuti quali principi essenziali dell’edilizia.             I termini e le modalità di costruzione indicati nella legislazione italiana vigente in materia (che consta di numerosi altri interventi normativi successivi a quelli menzionati) sono dunque assai stringenti: sono infatti previsti requisiti specifici e differenti a seconda che si tratti di edifici pubblici o privati, spazi interni o esterni, nuove costruzioni o ristrutturazioni.             Ciò non è tuttavia bastato a garantire un reale superamento del problema legato all’accessibilità degli spazi e all’esistenza delle barriere architettoniche. Posto dunque che la normativa esiste e, nonostante tutto, il problema dell’accessibilità persiste, forse è giunto il momento di riconsiderare le barriere architettoniche come un problema sanitario, sociale e culturale prima ancora che edilizio/strutturale: l’indice di civiltà di un Paese si misura anche dall’attenzione verso le persone con disabilità e, guardando la situazione di molte realtà italiane, possiamo concludere senza tema di smentita di avere ancora molta strada da fare.


DISABILITÀ, U.DI.CON.: A MODENA IL 1° CONVEGNO DEL PROGETTO “NO PROBLEM”

Ingrandisci   COMUNICATO STAMPA Roma , 17/05/2017 – Si terrà a Modena venerdì 19 maggio, alle ore 10, presso la sala Pucci, in Largo Pucci, 40 il 1° Convegno organizzato dall’U.Di.Con., nell’ambito del progetto “No problem-Assistenza, informazione, incontri con le Associazioni dei consumatori”, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico (ai sensi del Decreto 6 agosto 2015) e realizzato con la collaborazione di altre Associazioni dei Consumatori Unione Nazionale Consumatori, Adiconsum, Centro Tutela Consumatori e Utenti (CTCU). Nel corso del convegno, aperto al pubblico dei consumatori, autorevoli figure del mondo sociale, culturale e politico locale, nonché istituzioni competenti, offriranno degli spunti di riflessione, discutendo sugli aspetti più importanti del tema disabilità, in particolare dell’accessibilità come forma di inclusione sociale. L’iniziativa si prefigge l’obiettivo di approfondire ed evidenziare le cause che determinano una forma di discriminazione nei confronti dei soggetti diversamente abili, con particolare attenzione al mancato adeguamento delle infrastrutture e del trasporto pubblico alle normative vigenti, e all’empasse legislativa della regolamentazione in materia. Grazie al contributo offerto dai relatori, i cittadini potranno comprendere meglio la disabilità anche sotto il punto di vista sociale, attraverso la presenza di barriere architettoniche che impediscono ai disabili di poter condurre in autonomia la propria vita. Nella giornata verrà inoltre presentata ai cittadini l’App “No problem Udicon” dalla quale sarà possibile inviare segnalazioni sulla presenza di barriere architettoniche.   Per maggiori informazioni sul progetto è possibile visitare la pagina www.udicon.org/noproblem/ o contattare l’Associazione al numero verde 800.305.503


COMUNI E BARRIERE ARCHITETTONICHE

Ingrandisci Bergamo, solo un comune su tre risponde all’appello sull’adeguamento barriere architettoniche Sul tema della mappatura delle barriere architettoniche sono pochi i comuni a rispondere all’appello. Alla richiesta arrivata dalla provincia di Bergamo di verificare l’adeguamento dei comuni alla normativa sulle barriere architettoniche hanno risposto solo un terzo dei comuni. E’ necessario che ci siano ulteriori sviluppi nei prossimi giorni per una vicenda che si fa sempre più delicata. Un dato allarmante quello che riguarda la provincia di Bergamo come ha spiegato a più riprese la consigliera Federica Bruni: “Purtroppo ad oggi soltanto un terzo dei Comuni ha risposto all’appello, un dato statisticamente poco significativo. Abbiamo programmato di effettuare un ultimo sollecito per avere i dati completi entro fine aprile per poter ottenere un risultato più efficace”. La commissione provinciale che si sta occupando della vicenda ha preso in esame i risultati pervenuti sulla prima ricognizione avvenuta nelle amministrazioni comunali per la verifica dell’adeguamento alla normativa sulle barriere architettoniche che ha come obiettivo primario una mappatura e la diffusione dei dati raccolti.


DISABILITÀ, U.DI.CON. A VARESE PER IL CONVEGNO DEL PROGETTO “NO PROBLEM”

Ingrandisci Centinaia di studenti e cittadini presenti al Convegno “No problem” organizzato dall’U.Di.Con lo scorso 20 maggio presso l’Aula Magna dell’Istituto “F. Daverio – N. Casula" Via Mario Bertolone, 13 di Varese. La mattinata è stata un momento di confronto e discussione su un tema molto delicato come la disabilità, con particolare riferimento all’accessibilità come forma di inclusione sociale, che è stata al centro degli interventi dei relatori presenti, tra cui: il Presidente Nazionale dell’U.Di.Con., Denis Nesci, il Segretario Nazionale, Avv. Dario Giordano, il Responsabile Regionale dell’U.Di.Con Lombardia, Peppino Falvo e l’esperta dell’U.Di.Con, l’avv. Paola Monno. Le relazioni hanno offerto uno spunto di riflessione sulla discriminazione che i soggetti diversamente abili subiscono quotidianamente, in particolare l’avv. Paolo Monno ha approfondito l’aspetto relativo al mancato adeguamento delle infrastrutture e dei mezzi di trasporto pubblico, servendosi anche di foto scattate nelle stazioni ferroviarie e metropolitane che hanno messo in evidenza le problematiche maggiori riscontrate quotidianamente dai disabili. Il Presidente e il Segretario dell’U.Di.Con si sono soffermati sull’empasse legislativa della regolamentazione in materia e sulle azioni che possono essere intraprese anche grazie alle associazioni dei consumatori, un supporto fondamentale in quanto assistono i cittadini nell’avvio di un procedimento antidiscriminatorio con lo scopo di far valere i diritti dei disabili tanto nei confronti dei privati, quanto nei confronti della pubblica amministrazione. L’U.Di.Con. attraverso questi incontri si pone l’obiettivo di combattere gli stereotipi e i pregiudizi che ruotano interno al tema della disabilità, abbattendo le barriere che ostacolano la piena partecipazione dei disabili alla vita sociale e rendendo i cittadini protagonisti attivi di questo cambiamento. Nel corso della giornata è stata inoltre presentata l’App “No problem Udicon” che permette ai consumatori di segnalare la presenza di barriere architettoniche, uno strumento facile da utilizzare in quanto basta scattare una foto ed inviarla, un gesto semplice che potrebbe facilitare notevolmente la vita ad una persona con disabilità. Il progetto “No problem-Assistenza, informazione, incontri con le Associazioni dei consumatori”, che si concluderà a giugno con un convengo a Reggio Calabria, ha visto l’U.Di.Con impegnata con le altre associazioni dei consumatori sul territorio nazionale. Per vedere le iniziative è possibile visitare la pagina www.udicon.org/noproblem/