Un totale di oltre 5 milioni di multe inflitte dall’Antitrust a Vodafone, Tim e WindTre a causa del roaming marittimo. Per ciò che riguarda Tim si tratterebbe di un servizio non richiesto e quindi erogato senza che i clienti accettassero le classiche condizioni, ma soprattutto senza essere informati riguardo i costi. Nel periodo estivo 2019 sarebbero stati circa 4.000 i reclami in capo a questa problematica. Nonostante questo, Tim non ha provveduto a modificare il proprio atteggiamento nei confronti dei consumatori, questo ha provocato la reazione dell’Antitrust che ha deciso di multare la società di telefonia per 1,8 milioni di euro.

Per Vodafone praticamente lo stesso caso di Tim. Non era presentato in maniera chiara il servizio del roaming marittimo e non ne erano specificate le condizioni. In particolare nell’SMS di benvenuto non era presente nessuna modalità di disattivazione. Anche in questo caso l’intervento dell’Antitrust ha prodotto una multa da 2 milioni di euro.

All’appello non manca neanche WindTre che è stata segnalata dall’Antitrust per comunicazioni non adeguate o non tempestive. L’Autorità è stata più clemente con WindTre, ma non ha potuto in ogni caso salvare l’azienda da una multa di 1,5 milioni di euro. Pare che in questo intervento turbolento l’abbia scampata Iliad, che non avrebbe manifestato comportamenti inappropriati nei confronti dei consumatori. Di certo le aziende di telefonia cambieranno passo per il roaming marittimo e renderanno più chiara l’informativa, ma il problema è un altro. Quanto incidono realmente queste multe sulle aziende? Perché se alle società un “errore” di questo tipo frutta più della multa capite bene che le cose andrebbero fortemente modificate. Sicuramente 2 milioni di euro non sono pochi per nessuno, ma se sono riuscito a portarmene a casa 4…