L’azienda pagherà fino a 16,68 miliardi di dollari, una delle cifre più alte mai raggiunte in un caso del genere contro una Big Tech. Oltre al pagamento, l’accordo prevede misure concrete: limiti di tempo giornalieri e blocchi notturni per gli utenti under 18 su Facebook e Instagram, e interventi per ridurre meccanismi di design considerati fonte di uso compulsivo tra i minori. L’accordo riguarda esclusivamente gli Stati Uniti e non modifica direttamente le regole applicabili agli utenti minorenni in Italia o negli altri Paesi. Le nuove misure rappresentano però un precedente importante nel dibattito sulla tutela dei minori online, soprattutto per quanto riguarda limiti di utilizzo, verifica dell’età, personalizzazione dei contenuti e controllo genitoriale.
Limiti di tempo per i minori
Una delle principali novità riguarda il tempo di utilizzo. Gli adolescenti tra i 13 e i 17 anni potranno utilizzare Facebook e Instagram per un massimo di due ore al giorno. Dal conteggio saranno esclusi i messaggi e i video della durata di almeno 22 minuti. Se anche TikTok, Snapchat e YouTube adotteranno obblighi analoghi, il limite potrà scendere a un’ora al giorno per ciascuna app.
Per gli account degli adolescenti sarà introdotto anche un vero e proprio coprifuoco digitale. Entro sei mesi dall’entrata in vigore delle misure, l’accesso agli account sarà bloccato automaticamente tra mezzanotte e le 6 del mattino, secondo l’ora locale. La messaggistica resterà invece disponibile. Anche le notifiche subiranno limitazioni: saranno disattivate dalle 22 alle 7 e durante l’orario scolastico. In caso di adesione alle stesse regole da parte delle altre principali piattaforme, il blocco notturno potrà essere anticipato alle 22 e prolungato fino alle 7 del mattino.
Il ruolo dei genitori
Anche i genitori avranno un ruolo più importante nella gestione degli account. Solo un genitore con un account collegato a quello dell’adolescente potrà modificare il limite di tempo o allentare il coprifuoco. Riceverà inoltre informazioni quotidiane sul tempo trascorso dal figlio sulle piattaforme e potrà impostare o modificare gli orari scolastici. Questo patteggiamento conferma che i social non sono “strumenti neutri” e rafforza la necessità di educazione digitale all’uso consapevole, mettendo al centro il tema della responsabilità delle piattaforme, non solo dei singoli utenti.
Fonte: AGI
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