Overbooking è una parola misteriosa per tantissimi viaggiatori, almeno fino a quando non imparano a conoscerla personalmente, a proprio discapito. Si tratta della vendita di prenotazioni o biglietti in numero superiore a
quelli realmente disponibili sull’aereo, e la ratio di questo modo di fare risiede nel tentativo delle compagnie aeree di tutelarsi dalla possibilità che i posti disponibili rimangano poi vacanti a causa di un numero eccessivo
di rinunce da parte dei passeggeri. Le compagnie aeree, però, hanno finito per calcare un pò troppo la mano con l’utilizzo di questa strategia, per cui spesso si verificano situazioni di disagio per i viaggiatori, legate
appunto a fenomeni di overbooking aereo.  E’ comunque possibile avvalersi del regolamento che tutela i passeggeri da questa antipatica eventualità, e perchè ciò avvenga è necessario che questi sia in possesso della
prenotazione del volo confermata e che si sia presentato all’accettazione all’ora indicata. Innanzitutto la compagnia cercherà di realizzare un accordo tra coloro che dovrebbero rimanere “a terra” e coloro che sono
disposti a cedere il proprio posto. Nel caso in cui non si arrivi al tipo di accordo sopra menzionato il passeggero può optare tra un volo alternativo in una data di suo gradimento, con in più pasti, pernottamenti e due
telefonate (o fax o e-mail) gratuiti, e il rimborso del biglietto ( da effettuare entro 7 giorni). Laq compagnia dovrà provvedere all’assistenza  e alla corresponsione dell’indennizzo per il negato imbarco, il cui importo varia a
seconda della fascia chilometrica del volo oggetto. Non sono previsti indennizzi qualora la compagnia aerea riesca a dimostrare che non ha responsabilità sulla cancellazione del volo, se il passeggero è stato informato
di detta cancellazione almeno due settimane prima della partenza, o se sia stata offerta al passeggero la possibilità di imbarcarsi su un volo alternativo a un orario vicino a quello originale.