La piattaforma si adegua in seguito al ricorso presentato dagli editori dei giornali

Sono 7 i canali di Telegram chiusi da Agcom. Il ricorso presentato da Fieg avrebbe voluto la sospensione dell’app di messaggistica. Per gli editori è comunque un buon risultato perché per la prima volta Telegram si è adeguata alle prescrizioni dell’Antitrust.

Telegram: l’azione della Fieg contro la pirateria

Grazie all’azione degli editori qualcosa si è mosso per far venire fuori il problema della pirateria su app di messaggistica e social. Da qui la richiesta della Fieg di sospendere l’attività di Telegram in Italia in quanto è molto difficolto avere rispote alle azioni di contrasto messe in opera. Infatti, la federazione aveva individuato ben 10 canali pirata con 574 mila iscritti dal 1 aprile che divulgavano copie di pdf di giornali senza limitazioni.

La Comunicazione di Agcom

L’Antitrust, pur svolgendo il suo operato, ammette delle limitazioni e lacune normative per poter garantire un’azione incisiva per gli autori di furti di giornali. Nella fattispecie, se la violazione avviene con base fuori dall’Italia, l’Antitrust può solo rivolgersi ai provider italiani che gli forniscono l’accesso ad Internet, per poter garantire il diritto d’autore degli editori. La decisone presa da Agcom conferma la massiva e reiterata violazione del diritto d’autore di Telegram. L’impegno dell’Autorità è sempre massimo a difesa del copyright.

AGCOM

I numeri di Telegram

La decisone presa dall’Antitrust sicuramente non riuscirà a mettere fine al fenomeno della pirateria. I numeri di Telegram ci dicono che ci sono triplicati. Infatti, gli utenti iscritti a canali esclusivamente dedicati alla distribuzione illecita di quotidiani e periodici sono passati da 180 mila da fine 2018 ai 600 mila di oggi. Nel caso, gli articoli resi disponibili illecitamente, per quanto creino danni enormi, corrispondono a una porzione molto piccola rispetto alla maggioranza dei contenuti leciti.