Le alte temperature di queste settimane hanno riportato all’attenzione un tema che ogni estate torna a far discutere: il caldo nelle scuole. Proprio mentre migliaia di studenti sono impegnati con gli esami di maturità e di terza media, molte aule risultano prive di sistemi di raffrescamento, rendendo più faticoso affrontare le prove.

Quante scuole hanno i condizionatori

Secondo i dati dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica, aggiornati all’anno scolastico 2024-2025, solo 4.457 edifici scolastici su oltre 60.000 censiti sono dotati di impianti di condizionamento, pari al 7,42% del totale. Si tratta di un lieve miglioramento rispetto alla precedente rilevazione, ma la stragrande maggioranza delle scuole italiane continua a non avere strumenti adeguati per affrontare il caldo estremo. Una delle principali criticità è rappresentata dall’età degli edifici scolastici. Circa la metà delle scuole italiane è ospitata in strutture costruite prima del 1976, quando il problema delle alte temperature nelle aule era molto meno rilevante rispetto a oggi. Molte scuole si trovano inoltre in immobili storici o datati, spesso sottoposti a vincoli architettonici e dotati di impianti elettrici non adeguati a sostenere sistemi di climatizzazione moderni. L’installazione richiede quindi lavori complessi e costosi.

Le possibili soluzioni

In attesa di un piano nazionale per la climatizzazione delle scuole, annunciato dal Ministero dell’Istruzione , gli esperti indicano alcune misure sia immediate sia strutturali.

Nel breve periodo possono essere utili:

  • programmare esami e attività nelle ore più fresche della giornata;
  • utilizzare, ove disponibili, locali climatizzati;
  • garantire acqua potabile a studenti, docenti e personale scolastico.

Sul lungo periodo, oltre all’installazione di impianti di climatizzazione, vengono suggeriti interventi di efficientamento energetico come schermature solari, tende, pergolati, alberature, isolamento termico di pareti e coperture e la sostituzione degli impianti di riscaldamento con pompe di calore reversibili, in grado di raffrescare d’estate e riscaldare d’inverno con consumi inferiori rispetto alle tradizionali caldaie.

Secondo gli esperti, investire in edifici scolastici più efficienti significherebbe non solo tutelare la salute di studenti e personale, ma anche valorizzare le scuole come spazi utilizzabili durante tutto l’anno, ad esempio per attività estive, aule studio e iniziative rivolte alla comunità.

Fonte: Il Post

Foto: Pexels

As Seen On
I commenti sono chiusi.