È risaputo ormai da tempo che, il fenomeno dello spreco alimentare è una piaga sociale a livello mondiale. Per tali ragioni, sono numerose le iniziative messe in atto per cercare di contrastare questo fenomeno, dalla nascita di applicazioni in grado di metterci in contatto diretto con l’esercente per acquistare tutto ciò che non si è venduto durante la giornata lavorativa, alle numerose manifestazioni in tutto il mondo, alla crescente richiesta da parte di tutti noi, delle doggy-bag, insomma le attività sono innumerevoli. Ma quali potrebbero essere ulteriori precauzioni da introdurre sia da parte dei ristoratori e sia da parte della gente comune all’interno delle abitazioni private? Alcuni esempi potrebbero essere scrivere una lista per pianificare i menù e tenere sotto controllo quello che abbiamo nel frigo nel caso dei ristoratori, oppure  non buttare via il cibo troppo maturo o ammaccato, esso infatti, può essere usato per fare dolci, frullati o zuppe, oppure comprare solo le quantità di cibo di cui si ha bisogno, preferendo gli alimenti sfusi a quelli preconfezionati, poiché tendono a mantenersi più a lungo. Secondo le ultime statistiche, condotte da esperti nel settore dello spreco alimentare, è emerso che i cibi più gettati nell’immondizia sono frutta, insalata, verdura e pane, ma anche carne, formaggi e salumi. Tali risultati però, sembrano positivamente migliorare di anno in anno, infatti secondo alcuni sondaggi, pare che sei famiglie su dieci, nell’ultimo anno, abbiano ridotto gli sprechi alimentari, anche per effetto della grande crisi che sta modificando in modo radicale i nostri stili di vita.