La Circolare n.400 dell’Interno rappresenta un brusco stop al tentativo di rendere più agile la procedura di transito all’estero: la ricevuta che attesta l’invio telematico al ministero dell’Interno della domanda di emersione del lavoro domestico non è assimilabile a quella rilasciata dalle poste per la richiesta del permesso di soggiorno, per cui non permette uscita e ingresso dall’Italia.
Chi pensava che fosse possibile assentarsi dal Paese anche in attesa di convocazione allo sportello unico dell’immigrazione, si sbagliava, poiché seri motivi (anche di natura familiare) e il consenso del datore di lavoro non sono sufficienti a consentire al lavoratore extracomunitario la momentanea interruzione del rapporto di lavoro. La motivazione data dal ministero è che la ricevuta rilasciata dopo la domanda di emersione non ha i caratteri della sicurezza anti-contraffazione, ed è quindi legata a motivi di ordine pubblico.
La posizione assunta dal Viminale appare decisamente rigida e rischia di imbrigliare nei lacci delle infinite procedure burocratiche un problema sociale ancora da risolvere.

UFFICIO LEGALE UDICON
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