Trovarsi al centro di una truffa è sempre una condizione niente affatto piacevole, e se questo tipo di disavventura, in aggiunta, va a ledere il periodo sacro delle vacanze e per di più nel momento in cui la crisi economica fa sentire in pieno i suoi effetti, si comprende la protesta collettiva scatenata dal caso “Todomondo”, il tour operator on-line che ha beffato moltissimi aspiranti vacanzieri, attratti dalle offerte oggettivamente molto appetitose proposte dall’agenzia in questione. Luglio, mese a cui moltissimi italiani guardavano per le tanto agognate ferie, è diventato invece il momento del clamoroso annuncio: Todomondo saluta e se ne va, pronta a dichiarare il fallimento, in barba ai soldi spesi da chi sperava di divertirsi, rilassarsi e ricaricarsi prima di tornare al proprio lavoro.
E così la vicenda “Todomondo” si è guadagnata gli onori della ribalta, andando a scrivere un’altra pagina nera per il settore del turismo: basti ricordare come caso eclatante l’esorbitante cifra chiesta a due turisti giapponesi per un pranzo al centro di Roma (quasi 600 euro), e per ultima in ordine di tempo, la vicenda dei turisti intossicati dall’acqua avvelenata nel villaggio Le Castella, nel comune di Isola Capo Rizzuto in Calabria. Episodi tra loro molto diversi, accomunati dall’avere le stesse vittime: i consumatori.
Smaltita la rabbia del primo momento, le persone truffate da Todomondo hanno cercato di organizzarsi per provare, quantomeno, a recuperare una parte dei soldi spesi a vuoto. Nel marasma di reclami, ricorsi e denunce, non è facile trovare la soluzione più adeguata per venir fuori da questa faccenda senza pesanti ripercussioni economiche. Un segnale importante in tal senso è rappresentato dalle dichiarazioni del ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla, la quale ha espresso la propria solidarietà per i turisti danneggiati da Todomondo e ha affermato che verrà sollecitamente attivata una linea privilegiata di accesso al Fondo Nazionale di Garanzia a beneficio di tali soggetti (per maggiori informazioni il link di riferimento è www.governo.it/Presidenza/DSCT/fondo-_nazionale_garanzia.html).
L’Unione per la Difesa dei Consumatori è ovviamente al fianco di coloro che si trovano a dover fronteggiare questa truffa: sul nostro sito www.udicon.org da domani sarà possibile reperire i moduli per la richiesta di rimborso e di risarcimento per i danni subiti e per l’ accesso al Fondo Nazionale di Garanzia istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il nostro ufficio legale è a disposizione di chiunque abbia bisogno di ulteriori informazioni, attraverso l’indirizzo info@udicon.org e il numero verde 800.305.503.
