L’U.di.Con (Unione per la difesa dei consumatori) si schiera a favore degli animali e dei loro padroni contro la recente decisione presa da Trenitalia riguardo la possibilità di viaggiare con un cane di media e grossa taglia.
Il problema maggiore sembra essere la pulizia dei vagoni, in quanto in Italia non ci sono scomparti appositi per gli animali che di conseguenza sono costretti a viaggiare o nel vestibolo dell’ultima carrozza, o sulle piattaforme tra un vagone ed un altro nonostante paghino il 50% del normale biglietto.
A fronte di ciò, il presidente Denis Domenico Nesci si dichiara costernato della situazione attuale: “In Italia chi è proprietario di un animale ha grosse difficoltà un po’ dovunque, dagli alberghi non abilitati, ai condomini che rifiutano la presenza di animali, alle zone verdi non sempre attrezzate per l’amico a quattro zampe”.
Dal primo ottobre, non sarà più possibile far salire sui treni cani di media e grossa taglia, ovvero con un peso superiore ai sei chilogrammi, mentre i più piccoli, e tutti gli altri animali, dovranno viaggiare dentro il trasportino e muniti di certificato sanitario, rilasciato da un veterinario, che ne attesti l’assenza di “infestazioni o patologie trasmissibili”. I trasgressori saranno puniti con una multa di 100 euro.
Da parte di esponenti delle istituzioni inoltre, arriva un richiamo ai veterinari affinché rilascino il certificato che attesta la profilassi antiparassitaria in modo gratuito (il certificato scade dopo 30 giorni dalla data di rilascio). Nel frattempo, comunque, per tutto il mese di ottobre chi non avrà il certificato del veterinario non dovrà pagare la multa.
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