Un’etichetta che informa il consumatore sui materiali utilizzati, sul metodo di lavorazione e sulla zona di confezionamento dei capi che acquista: questa l’iniziativa lanciata dall’Italian Textile Fashion (ITF), organo di coordinamento delle Camere di Commercio italiane, per la valorizzazione e la tutela della filiera della moda nei settori tessile, abbigliamento e calzature. Dal prossimo autunno-inverno, le aziende di moda, che aderiranno volontariamente al progetto, dovranno applicare sui loro prodotti la cosiddetta etichetta di tracciabilità: una vera e propria carta di identità del prodotto, contenente informazioni dettagliate sul reale contenuto del capo e sui vari step della filiera produttiva (dall’origine delle lavorazioni al prodotto finito), rintracciabili grazie a un codice alfanumerico. Attraverso questo codice, visibile sull’etichetta, il consumatore potrà infatti ripercorrere la storia del prodotto facendo una verifica sul sito dell’ITF (www.itfashion.org). L’iniziativa, presentata il 13 febbraio presso la Camera di Commercio di Como, risponde, da un lato, alle esigenze delle imprese della filiera moda, che vogliono distinguere e valorizzare i propri prodotti in modo chiaro e trasparente, dall’altro “soddisfa le richieste di un consumatore, sempre più vigile ed esigente, che potrà così meglio orientarsi nella scelta dei suoi acquisti – afferma l’Udicon – ed è proprio per questo che la nostra associazione appoggia l’iniziativa, con la speranza che possa diventare una pratica comune anche in altri settori”. Il fine dichiarato dell’iniziativa è, insomma, conquistare la fiducia di un cliente le cui scelte sono sempre più consapevoli e in cui cresce il bisogno di sapere con certezza cosa sta comprando.