I treni dei pendolari arrivano con più di 5 minuti di ritardo 3 volte su 10. A Napoli lo fanno oltre la metà dei convogli (53 per cento) e la stessa sorte tocca ai pendolari di Palermo costretti ad aspettare una volta su due (51 per cento). Poco distanti nella classifica dell’attesa Milano con il 39 per cento dei treni che sforano i 5 minuti seguita da Bologna e Torino con il 31 per cento. È quanto emerge da un’indagine di    Legambiente su oltre 2400 treni “pendolari” in arrivo nelle stazioni di Milano, Trento, Torino, Padova, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo, Catania, Capo d’Orlando, Messina. I dati sono stati rilevati prendendo come orario d’arrivo l’effettiva discesa del passeggero dal treno, diversamente da quanto previsto dal criterio applicato in tutta Europa per cui è l’orario d’arrivo del treno sul marciapiede quello che conta. Il rilevamento, però, coerentemente con quanto previsto in ambito europeo ha preso in considerazione solo i ritardi superiori ai 5 minuti. Ebbene, dei 2414 treni monitorati 718 sono arrivati con oltre 5 minuti di ritardo. Dopo Napoli e Palermo sono in Sicilia le città dove i treni si fanno attendere di più. A Capo d’Orlando arrivano oltre l’orario previsto il 55 per cento dei convogli mentre a Messina e Catania, rispettivamente il 27 per cento e il 26 per cento. Problemi di puntualità anche per i treni in arrivo a Genova, dove il 28 per cento sfora i 5 minuti seguita da Roma con il 25 per cento.
“I dati raccolti evidenziano come quella ferroviaria rimanga una questione nazionale di primaria importanza – ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente -. Per i pendolari, quasi due milioni di persone nel nostro Paese, raggiungere le scuole, le università, i posti di lavoro, è una battaglia quotidiana e nonostante le continue proteste – aggiunge il presidente di Legambiente – il potenziamento del trasporto ferroviario locale e regionale rimane un’esigenza inascoltata”.

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