La class action è uno strumento a dsposizione dei cittadini che, spesso, può risultare temibile per le aziende. Un settore che sta mostrnado grande preoccupazione per eventuali sviluppi di questa modalità d’agire è quello bancario, alle prese con continue segnalazioni da parte di clienti a dir poco delusi dal comportamento degli istituti di credito. Le associazioni dei consumatori sono insorte contro la possibilità che il Governo adotti misure particolari per tutelare le banche da azioni collettive promosse contro di loro da chi ha subito danni patrimoniali notevoli, misure che si concretizzerebbero nella non applicabilità della normativa sulla class action a fatti verificatosi anteriormente alla sua entrata in vigore: clamorosi come quelli Cirio e Parmalat. Oltre a questioni di opportunità, riconducibili al fatto che la gente non ne può più dei privilegi che vengono accordati in continuazione agli istituti creditizi, l’idea di salvaguardare le banche da possibili tempeste attraverso provvedimenti “ad hoc” pare anche discutibile dal punto di vista della legittimità costituzionale. Sceglier5e di schierarsi, una volta tanto, dalla parte dei cittadini, consumatori-risparmiatori delusi e arrabbiati, sembra un atto dovuto