Roma, 22/01/2020 – Ispra, Sigea e Società geografica Italiana hanno presentato a Roma un convegno congiunto su voragini e cavità sotterranee della Capitale, che punta a dare una visione d’insieme del problema alla base dei crolli. Il 30% del sottosuolo mappato mostra una presenza preponderante di cunicoli creati dall’attività umana, ma evidenzia anche l’incuria degli ultimi anni.

“Quello che, da tempo, è sotto gli occhi di tutti, ora è anche certificato dai dati: nella Capitale nel 2019 si sono registrate 100 voragini, una nuova ogni 4 giorni circa – scrive in una nota il Vice Presidente Nazionale dell’U.Di.Con. Martina Donini – Roma è una giungla e le responsabilità, sebbene siano da suddividersi nelle Amministrazioni che negli ultimi 20 anni hanno abbandonato la città a sé stessa, non possono non comprendere anche la giunta Raggi che, dal canto suo, non ha fatto nulla per migliorare la situazione lasciando, anzi, scivolare una città con un sottosuolo così delicato e bisognoso di cure costanti nell’abbandono e nella sciatteria più totali. Dal convegno è emersa anche la necessità di un approccio completamente diverso al problema. Roma manca totalmente di una banca dati sui crolli, che possano far risparmiare migliaia di euro in indagini per gli eventi successivi. Non sorprende questa disorganizzazione del Comune, che ignora anche le nostre iniziative come #NonCiDareBuca, lanciata a seguito di numerose richieste giunte da tutta Italia, per permettere ai cittadini di segnalare tutte le criticità del manto stradale. L’Amministrazione anche in questo caso mostra un disimpegno totale verso quelli che sono problemi seri, con risvolti drammatici per la popolazione – continua Donini – incolpando quelli che c’erano prima. I romani non ci stanno più e noi insieme a loro chiediamo a gran voce che la Raggi prenda in mano la situazione e dia finalmente un senso al proprio mandato. La conformazione del sottosuolo di Roma ha molte similitudini con città come Napoli, che è però staccata in classifica con 20 voragini durante lo scorso anno. Dei 967 crolli nella Regione Lazio che si sono verificati negli ultimi dieci anni, 923 sono episodi avvenuti nel Comune di Roma, un numero spaventoso considerando che il capoluogo partenopeo, secondo in classifica, ne conta 196. La fotografia scattata da Ispra, Sigea e Società geografica Italiana è tremenda. Il quadrante est della Capitale, in particolare Appio Latino, Prenestino, Quadraro, Tiburtino e Tuscolano, è quello più a rischio e che necessiterebbe di maggiori attenzioni. Se il mantra dei primi due anni di insediamento è stata la situazione lasciata dalle Amministrazioni precedenti, oggi non ci sono più scuse e la colpa del non miglioramento della situazione è da imputare alla Raggi e alla sua giunta, più preoccupata dalle lotte tra centri di potere che dal benessere dei romani. Noi continueremo a battagliare – conclude Donini – perché ai cittadini sta mancando, letteralmente, la terra sotto i piedi”.