Cagliari, 14/10/2019 – Il comunicato stampa dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale dello scorso 9 Ottobre parla chiaro: i risultati delle attività condotte dell'ISPRA e dal Sistema per la protezione dell'Ambiente sono allarmanti. La nostra isola è seconda solo alla Sicilia per quantità di oggetti presenti sui fondali marini con 403 oggetti per un totale di 86.55kg. Il materiale presente in quantità maggiore è rappresentato dalla plastica, che arriva in mare attraverso i fiumi.
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L'Italia, al fine di tutelare il proprio mare, applica la direttiva europea sulla strategia marina, recepita dal nostro Paese con il decreto legislativo n. 190/2010. Si tratta del primo contesto normativo vincolante per gli Stati dell'UE, che impone loro di sviluppare e attuare delle proprie azioni per conseguire e mantenere un buono stato ambientale entro il 2020.
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L'autorità competente per la sua attuazione è il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare che si avvale del supporto del Sistema Nazionale di Protezione dell'Ambiente (SNPA) per portare avanti le seguenti fasi del suo programma: la valutazione iniziale, la determinazione dei requisiti del buono stato ambientale (tra i quali figurano la biodiversità, l'inquinamento e l'impatto delle attività produttive), la definizione dei traguardi, l'elaborazione dei programmi di monitoraggio e dei programmi di risanamento.
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Tuttavia non è sufficiente affidarci alle azioni istituzionali per essere certi che il problema venga risolto. È infatti necessaria una partecipazione attiva da parte dei cittadini alla tutela ambientale per far sì che i danni causati non diventino irreversibili. Ci impegneremo in primis noi come U.Di.Con. Regionale Sardegna, per far sì che possa arrivare un messaggio chiaro e positivo nelle case di tutti i sardi.
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