“È con grande soddisfazione che apprendiamo la notizia dell’apertura delle indagini sulle protesi al seno P.i.p da parte della procura di Roma, in quanto siamo stati tra i primi a presentare un esposto da parte delle donne coinvolte nella pericolosa vicenda” afferma l’Unione per la difesa dei consumatori.
Il 16 febbraio 2012 l’U.Di.Con. ha presentato un esposto alla procura della Repubblica presso il tribunale penale di Roma, a seguito degli allarmanti articoli pubblicati dai mass media, i quali riportavano i primi casi di decessi connessi all’impianto di protesi Pip (Poly implants prothèses) prodotte in Francia.
L’associazione, da sempre molto sensibile a tematiche inerenti la salute dei cittadini ha più volte denunciato casi di malasanità, non da ultimo questo, alla luce dei problemi riscontrati, noti sia al Ministero della Salute, sia al Consiglio Superiore della Sanità che, seppur diramando circolari nelle quali si proibiva la commercializzazione in Italia del prodotto in oggetto, sono comunque colpevoli di non aver effettuato i controlli imposti dalle leggi comunitarie.
“Continueremo a denunciare e ad assistere i cittadini che purtroppo continuano a pagare con la propria vita per colpa di persone che, alla ricerca del lucro, sono disposti a mettere a repentaglio la salute di pazienti che, in questo caso, vogliono solo realizzare il sogno di avere un aspetto fisico migliore”.
Ti potrebbe interessare anche
Teramo, 15/05/2019 – “Sembra che sia stata scongiurata la chiusura del traforo del Gran Sasso, anche se da quanto emerge, non siamo ancora di fronte ad una notizia ufficiale – scrive in una nota il Presidente Regionale U.Di.Con. Abruzzo, Vincenzo Tassoni – come Unione per la Difesa dei Consumatori però, vogliamo saperne di più, sia […]
Circa 70.000 risparmiatori, in tutta italia, per lo più anziani, si sono visti decurtato e non di poco il capitale investito nelle polizze vita di poste italiane, convinti , invece di avere sottoscritto polizze assicurative garantite e senza rischi, con possibilità di rivalutazione del capitale anno per anno. In realtà non si trattava di veri […]
La sottrazione del mercato della marijuana alle organizzazioni criminali non farà certamente scomparire il traffico e non si disincentiva lo spaccio di droghe pesanti. E allora perché liberalizzare l’uso delle droghe leggere che, secondo letteratura scientifica, pur danno dipendenza? Perché bisogna prendere atto che il proibizionismo per queste ultime (nato certamente con intenti positivi) ha […]
I commenti sono chiusi.
