La novità del 2011 per le banche è l’introduzione della c.d. “tassa
/nsui contanti”. Molte banche, tra cui Unicredit, Mps, Intesa San Paolo,
/nCariparma, Bpm e Ubi, hanno introdotto una commissione variabile da 1 a 3 euro,
/nper coloro che prelevano contanti allo sportello “fisico”. In realtà alcuni
/nconti correnti prevedevano già questa commissione, tuttavia ora non vi sono
/neccezioni, neanche per quelli a costi ridotti.

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Questa “tassa” colpisce in particolare modo coloro che non utilizzano
/ngli altri canali per il prelievo, come l’ATM, quindi soprattutto per anziani,
/nma anche coloro che hanno scelto di non attivare la carta bancomat. Le alternative
/nper i clienti delle banche sono due: pagare per ogni prelievo di contanti allo
/nsportello, o pagare per il rilascio di una carta di pagamento, l’unico fattore
/ncomune è colui che paga, ossia l’utente.  Naturalmente bisogna informarsi se il proprio
/nconto prevede la suddetta commissione, a quanto ammonta e solo successivamente scegliere
/nl’alternativa meno svantaggiosa.

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Dal punto di vista delle banche questo provvedimento cerca di spostare
/nla clientela verso l’utilizzo di sistemi di pagamento e prelievo meno costosi,
/ninoltre è in linea con le indicazioni dell’Abi e della Banca d’Italia sulla
/nriduzione della circolazione del denaro contante e sulla lotta all’evasione.  

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È evidente come questa ulteriore “tassa” si va ad aggiungere agli
/nelevati costi sostenuti dai consumatori, per la tenuta dei conti correnti tra i
/npiù cari d’Europa. 

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