Lo Spread, il margine applicato dalla banca al tasso base, sta rendendo nullo l’effetto del calo dei tassi di interesse. Dallo ultime statistiche pubblicate dalla Banca d’Italia infatti traspare che, nonostante tassi sempre più bassi, i mutui erogati dalle banche risultano essere addirittura un po’ più cari.
Quello che sembra un paradosso trova una spiegazione nel rincaro dello spread, il quale è passato da valori inferiori all’1% a quasi l’1,5%, toccando in alcuni casi il 2%. A febbraio il tasso medio su prestiti con durata superiore ai 10 anni è risalito, passando da 5,10%  di gennaio a 5,13%.
Gli spread dunque rappresentano ad oggi l’elemento di disturbo capace di neutralizzare la convenienza rappresentata da tassi d’interesse più accessibili, e purtroppo miglioramenti importanti al riguardo non sembrano immediati.

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