I carburanti italiani continuano ad essere i più cari d’Europa. Il divario tra il nostro e gli altri paesi, al netto delle tasse, si è attestato in questi giorni a 5,4 centesimi di euro al litro per il gasolio e di 4,7 centesimi al litro per la benzina. E questa anomalia tutta italiana nuoce gravemente alle tasche dei consumatori, sempre più esasperarti dai continui rincari, mentre i prezzi del greggio al barile continuano a tagliare nuovi record storici.
A fine 2007, la forbice fra i prezzi italiani e quelli europei era di circa 5 centesimi di euro per ogni litro. L’unica nazione che ci sorpassa alle pompe di carburante è la Gran Bretagna, ma con i rincari di queste ultime settimane, il confronto si attesta ormai ad un pareggio. E il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, auspica di dare “maggior fiducia al mercato per uscire dalle turbolenze mondiali“. La miglior ricetta per trarsi fuori dalla crisi? Trasparenza dei mercati, incluso quello dell’oro nero e maggiori controlli sulle agenzie che elaborano i rischi.
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