Sta contagiando ormai ogni categoria, quasi fosse una moda che in piena estate sta esplodendo, e forse qualche cantautore prenderà spunto dalla situazione attuale per ispirare il prossimo tormentone estivo che sicuramente riscuoterà un successo senza precedenti, alla luce dell’adesione sempre più crescente da parte dei lavoratori: lo sciopero.
Il mese di luglio si chiuderà con l’ennesimo venerdì nero indetto da alcune sigle sindacali nel settore dei trasporti (sperando che ormai sia l’ultimo del mese), e si ricomincerà la prima settimana di agosto con 3 giorni di fuoco a seguito delle decisioni prese da benzinai e balneari di interrompere il servizio ai cittadini. 
Ancora una volta gli italiani, proprio nel momento di relax, dovranno fare i conti con i disagi derivanti dagli scioperi che non danno tregua, proprio come il caldo degli ultimi giorni.
Procedendo per ordine, il 3 agosto i balneari terranno chiusi gli ombrelloni di tutta Italia, fino alle 11, come segno di protesta contro il piano europeo di mettere all’asta gli stabilimenti, provvedimento che dovrebbe partire dal 1° gennaio 2016.
Ma non è tutto, quello che fa più paura è sicuramente lo sciopero proclamato dai benzinai, i quali, non contenti dello status quo hanno intrapreso una battaglia articolata in due step: da lunedì 30 luglio a domenica 5 agosto non si potrà fare rifornimento pagando con carta di credito, pago bancomat o altre carte bancarie, il gesto è la rivendicazione di una norma inapplicata che avrebbe dovuto garantire la gratuità dei pagamenti con carte di credito e bancomat sia ai consumatori che ai gestori. Inoltre, dal 3 al 5 agosto, le pompe di benzina saranno chiuse con modalità che in un secondo tempo saranno comunicate. Questo almeno, fino a ieri, sembrava un quadro alquanto catastrofico proprio perché avrebbe coinciso con le partenze estive previste nella prima settimana di agosto; il motivo suddetto ha scatenato la reazione dell’Autorità di garanzia sugli scioperi che ha evidenziato l’impossibilità di tale azione, in quanto rientra nel cosiddetto periodo di franchigia.
Non tutti sanno, infatti, che nei periodi nei quali si prevede un traffico più intenso non può essere proclamato alcuno sciopero: dal 17 dicembre al 7 gennaio; i periodi concomitanti con i grandi esodi legati alle ferie, che allo stato vengono individuati nei periodi dal 27 giugno al 4 luglio, dal 28 luglio al 3 agosto, dal 10 al 20 agosto, al 28 agosto al 5 settembre e dal 30 ottobre al 5 novembre; le 5 giornate che precedono e seguono la Pasqua; i 3 giorni che precedono, che seguono e quelle concomitanti con le consultazioni elettorali nazionali, europee, regionali, amministrative generali e referendarie; la giornata precedente, quella seguente e quelle concomitanti con le consultazioni elettorali e referendarie a carattere locale.
Scongiurata la valanga di scioperi, non rimane che tuffarsi nel mare di vacanze.
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