“La vicenda incresciosa della scuola di Villa Flaminia deve giungere a una soluzione in tempi brevi -afferma il Presidente dell’Unione per la Difesa dei Consumatori, Denis Domenico Nesci- lo impone il buon senso e il bisogno imprescindibile di garantire la tutela della salute a tutte le persone che studiano e lavorano in quell’istituto. Una situazione di rischio di questo tipo non può andare avanti ancora per le lunghe”.
Le proteste sono iniziate dal 2007, come ricorda Giorgio Proietti, direttore della scuola, ma gli alunni di Villa Flaminia sono ancora nelle stesse condizioni di allora. Le polveri di amianto potrebbero già essere in circolazione, considerato lo stato di abbandono in cui versa l’ex caserma che si trova a 10 metri dalla scuola in questione. I 25mila metri quadrati di eternit che ricoprono i capannoni degli edifici in disfacimento dovevano esser rimossi da tempo, ma nonostante le proteste continue, le segnalazioni, le perizie effettuate e attestanti un livello di rischio molto alto (punteggio 25 su una scala da 21 a 27, secondo indici dell’Organizzazione Mondiale della Sanità), si continua a rimandare. I genitori degli alunni sono ormai esasperati, e la minaccia di portar via i propri figli dalla scuola appare sempre più concreta, almeno se qualcosa non verrà fatto in tempi brevi.
“L’eternit è vietato in Italia dal 1992 -rincara la dose il presidente Udicon Nesci- ed è incredibile come questo dettaglio continui ad esser trascurato. È inammissibile che a distanza di 17 anni possa ancora rappresentare un pericolo per la salute dei cittadini”.
