“Quello che sta succedendo a Roma –dice Denis Domenico Nesci, Presidente nazionale dell’U.Di.Con., Unione per la Difesa dei Consumatori- è estremamente preoccupante. La situazione è molto delicata, e per di più va a ledere l’immagine di civiltà che la nostra Capitale mostra agli occhi del mondo. È fondamentale agire con estrema fermezza per arginare fenomeni di violenza di questo tipo”.

Il sabato pomeriggio a Via del Corso a Roma è una splendido momento per fare una passeggiata, per mischiarsi ai turisti in una delle vie più caratteristiche della capitale e ammirare le bellezze della Città Eterna. E invece, Via del Corso è stata, sabato 18 aprile, la cornice di un quadro non troppo edificante: una rissa che non è degenerata in tragedia solo per il tempestivo intervento della Polizia.

Due gruppi di ragazzi, di cui facevano parte diversi minorenni, si sono resi protagonisti di un pesante confronto a suon di coltelli e bottiglie di birra, e alla fine è scattata la denuncia per due di essi, di 16 e 17 anni. L’episodio, già di per sé preoccupante, diventa un vero e proprio allarme sociale se lo si inserisce in un susseguirsi di vicende simili che, purtroppo, hanno conosciuto conseguenze tragiche. Il 29 marzo, a seguito di una rissa per qualche frase di troppo rivolta a una cubista, ha trovato la morte un giovane di 31 anni, accoltellato al cuore; il 16 aprile invece, a causa di una banale lite per un parcheggio, è stato ucciso un uomo di 45 anni, sotto gli occhi delle famiglie della vittima e dell’aggressore.

Nell’occhio del ciclone è finita la disinvoltura con cui molte persone vanno in giro armate di coltello, un’arma la cui pericolosità viene incredibilmente sottovalutata e che si dimostra invece molte, troppe volte, letale. La denuncia scatta innanzitutto da parte di Vittorio Rizzi, il capo della mobile, che sottolinea come spesso il coltello venga utilizzato alla prima occasione e non serva come arma di difesa. Rizzi aggiunge poi la necessità che anche le scuole diano il loro contributo per contrastare questa pericolosissima tendenza, vigilando sugli allievi. E sulla stessa lunghezza d’onda è anche il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, che invoca l’inasprimento delle pene e la possibilità di arrestare in flagranza chi viene trovato in possesso di un coltello.

                                                                                      Ferdinando Morabito

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