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Il tagliando del
/nparcheggio è scaduto solo da pochi minuti e, prodigiosamente, un vigile è già
/npronto a elevare la multa. Quanti consumatori vivono quotidianamente queste
/nsituazioni?. Ma, non tutti sanno che questa sanzione è illegittima, o meglio,
/n“inesistente”, perché non prevista da nessuna norma. Infatti, l’infrazione
/nrelativa al tagliando scaduto non costituisce un illecito amministrativo, ma un
/ninadempimento che giustificherebbe, al più, il recupero del credito.
/n Tuttavia i Comuni ci “marciano” per fare cassa a spese dei malcapitati
/nutenti, elevando contravvenzioni da 24,00 Euro: importo troppo basso per
/ngiustificare un ricorso al giudice di pace che, solo di contributo unificato,
/nne costa 37,00, oltre alla spesa dell’avvocato. Il povero e tartassato
/nautomobilista preferisce così pagare la multa. Teoricamente, l’amministrazione
/ncomunale che perde la causa deve poi rimborsare le spese del giudizio, ma
/nraramente i giudici di pace condannano l’amministrazione a pagare le spese del
/ngiudizio e, anche quando lo fanno, non si riesce a recuperarle dalle disastrate
/ncasse dei nostri enti territoriali.  Risultato: non resta che cedere al
/nricatto. I Comuni hanno trovato un altro modo per finanziare le proprie casse.
/nE sempre a danno del cittadino-consumatore

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