Cosa succede quando più sigle sindacali decidono di protestare lo stesso giorno per far sentire la loro voce? Molti cittadini penseranno: “No, domani mi devo svegliare prima per andare a lavoro altrimenti farò tardi per via del traffico!” Ormai, quando viene indetto uno sciopero, non si pensa tanto al perché, quanto ai disagi che ciò potrebbe provocare, e scatta in automatico il binomio sciopero = traffico, soprattutto tra gli automobilisti e gli utenti del servizio pubblico.
Accade così che domani, 2 ottobre, lo sciopero di 24 ore indetto dalle organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti e Faisa Cisal porti con sé qualche disapprovazione e tanti problemi ai pendolari che dovranno riorganizzarsi la giornata, tenendo in considerazione gli orari di copertura del servizio (dalle 17 alle 20).
Inizia così un mese di fuoco, perché oltre a quello dei trasporti, altri scioperi scandiranno il mese di ottobre: il 5 infatti, toccherà agli studenti dei licei scendere in piazza, guidati dalla parola d’ordine “meritocrazia”, riportando l’attenzione sulla scuola come luogo di costruzione e progettazione, abbattendo ogni tipo di ostacolo che potrebbe ridurne la qualità della formazione, compreso quello reddituale che i sindacati hanno più volte considerato essere discriminante.
Infine, il 12 ottobre sarà la volta di due scioperi generali : scuola, università e ricerca sfileranno insieme nel corteo contro i nuovi tagli della spending review, contro la legge Aprea che sancisce l’ingresso dei privati nelle scuole, riduce le rappresentanze studentesche ed estende i test Invalsi, per una legge nazionale sul diritto allo studio e più in generale per sognare un orizzonte differente da quello della precarietà; allo stesso tempo anche i dipendenti delle Poste e dei lavoratori delle Telecomunicazioni faranno sentire la loro voce.
Insomma, se è ancora difficile pensare a come sarà il dopo-crisi e il modo con cui si uscirà a guardare oltre questo periodo buio, certo è che ogni settore cerca nello stesso, identico modo di mostrare la propria indignazione.
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