Riapre l’anno scolastico: sono 7 milioni 830mila gli alunni che tornano sui banchi. La prima campanella è suonata in Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto, Trento e Bolzano. Seguono Campania e Toscana, il 15 tocca alla Puglia, Sardegna e Sicilia. Ultimi Abruzzo, Basilicata ed Emilia Romagna, che riprenderanno solo lunedì 19 settembre.
Questi i dati forniti dal ministero dell’Istruzione. Gli studenti iscritti per l’anno scolastico 2011-2012 sono 7.830.000. Le iscrizioni diminuiscono nel Nord-Est, nel Sud e nelle Isole; aumentano invece nel Nord-Ovest e nel Centro. Il numero di studenti per classe rientra nella media Ocse. Aumentano gli iscritti agli istituti tecnici, mentre diminuiscono quelle ai professionali. Prosegue anche l’incremento del tempo pieno: dall’anno scolastico 2003-04, 270 mila alunni e 7 mila classi in più. Avviata l’immissione in ruolo di 30.300 docenti
L’anno scolastico però si apre tra proteste e polemiche. Le ultime settimane di agosto sono state contrassegnate dallo sciopero della fame dei precari siciliani contro il taglio imposto agli organici dalla coppia Tremonti-Gelmini. Ma, ad aule ancora chiuse, le proteste hanno interessato tutte le componenti della scuola: docenti, personale scolastico, alunni e genitori. Questi ultimi, hanno protestato per classi sovraffollate, sostegno che manca e caro-libri. Il sostegno a favore degli alunni disabili è sempre al centro di una contesa. A Torino sono stati nominati docenti di sostegno senza la specializzazione e le mamme hanno protestato. A Pavia le lezioni inizieranno senza gli insegnanti di sostegno perché il provveditorato non ha fatto in tempo a nominarli.
In Veneto la situazione è esplosiva, tanto che giovedì scorso l’onorevole Simonetta Rubinato è intervenuta durante alla Camera per denunciare l’emergenza che riguarda gli insegnanti di sostegno in Veneto. Mentre in provincia di Genova non si sa come fronteggiare i 480 alunni disabili in più “non previsti”.
Ma le polemiche riguardano anche i tagli del personale scolastico che lasceranno a casa per il terzo anno consecutivo migliaia di precari e lasceranno corridoi e spazi scolastici incustoditi per mancanza di bidelli.
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