Il 13 gennaio scorso l’Antitrust ha avviato un’istruttoria per verificare se le sette principali imprese che producono guardrail abbiano realizzato un’intesa restrittiva della concorrenza, ”con l’obiettivo di alterare le dinamiche concorrenziali nell’aggiudicazione di gare d’appalto e nella fornitura alle imprese che installano le barriere metalliche di sicurezza”. Lo annuncia l’Autorita’ in una nota. Il procedimento, che ha avuto origine da una segnalazione inviata dalle Unità Speciali della Guardia di Finanza, è stato notificato oggi a Steam Generators, Imeva, Tubosider, San Marco, Car Segnaletica Stradale, Ilva Pali Dalmine Industries, Metalmeccanica Fracasso e al Consorzio Manufatti Stradali Metallici Comast. Stando alla segnalazione, almeno tra il 2003 e il maggio del 2007 in occasione di riunioni svoltesi nell’ambito del Consorzio Manufatti Stradali Metallici (Comast), le sette imprese avrebbero scambiato informazioni e concordato le loro azioni per spartirsi il mercato della vendita di barriere stradali, garantendo di volta in volta alle consorziate l’applicazione del miglior prezzo di offerta preventivamente concordato. Sembra, inoltre, che le imprese avrebbero condiviso e utilizzato un listino prezzi comune relativo alle diverse tipologie di barriere stradali, per quantificare gli importi da offrire per ogni singola commessa, avrebbero ripartito le partecipazioni a gare d’appalto pubbliche e avrebbero adottato comportamenti finalizzati ad ostacolare, direttamente o indirettamente, altre aziende concorrenti.

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