L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha condannato la FIMP, Federazione Italiana Medici Pediatri, un’associazione professionale di medici cui aderisce circa il 90% dei medici pediatri convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale, e la Gruppo Novelli s.r.l., che produce e commercializza prodotti alimentari da forno, uova e mangimi, al pagamento di sanzioni amministrative pecuniarie, rispettivamente di 300mila e di 120mila euro, per “pratica commerciale scorretta”.
Il messaggio pubblicitario in questione è quello presente sulle confezioni delle uova “Ovito”, prodotte dal Gruppo Novelli, che recitava “Ovito: l’unico uovo approvato dalla Federazione Italiana Medici Pediatri” ed era proposto unitamente al logo “approvato dalla FIMP – Federazione Italiana Medici Pediatri”.
Dall’istruttoria avviata dall’Antitrust è emerso il grave comportamento scorretto principalmente della FIMP, che commercializzava il proprio marchio senza effettuare attività di analisi o di ricerca medico-scientifica sui prodotti ai quali veniva concesso il logo “Approvato dalla FIMP”.
Il prodotto è stato pubblicizzato anche a mezzo stampa (dal 1° ottobre al 29 dicembre 2007 su diversi settimanali tra i quali Gente, Donna moderna, Oggi, Donna & Mamma, Io e il mio bambino, Bimbisani & Belli; dal 14 ottobre al 7 novembre 2007 sui quotidiani quali La Repubblica, il Messaggero, Leggo e Il Mattino) con un messaggio costituito dalla raffigurazione grafica di un uovo avvolto e sostenuto da una foglia di mais sotto la quale è riportata la dicitura “Natura per crescere – l’unico uovo approvato dalla federazione Italiana medici pediatri”. Tale scritta è riportata anche sui cartelloni affissi nei punti vendita accanto agli espositori di prodotto e tramite affissionali nelle città di Torino, Milano, Novara, Varese, nonché mediante poster posizionati sulle fiancate degli autobus circolanti.
Interpellata, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha ritenuto la pratica commerciale scorretta, ai sensi degli articoli 19, 20 e 21 del Codice del Consumo. In conformità a tale parere l’Antitrust ha giudicato la pratica commerciale in esame scorretta in quanto contraria alla diligenza professionale e idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio che essa raggiunge; l’operatore pubblicitario ha ricevuto un termine per adeguare le confezioni di prodotto che riportano messaggi ritenuti ingannevoli.
La sanzione di 300mila euro, comminata alla FIMP per aver sfruttato il credito riposto dai consumatori nei medici pediatri esclusivamente per finalità commerciali, si aggiunge a quella di 40mila euro già irrogata per “aver fornito informazioni non veritiere” all’Autorità nel corso dell’istruttoria.
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