“IN VIAGGI”, CONTINUANO LE PROTESTE


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Dopo un anno di lavoro, si sa, la vacanza assume un valore quasi sacro, ma troppo spesso capita che le settimane di relax e divertimento si trasformino in un supplemento di stress che diventa insopportabile e deleterio. Un esempio lampante in tal senso è la vicenda segnalataci da un gruppo di persone che avevano scelto come meta una della località turistiche più gettonate, vale a dire Sharm el Sheik.
Per evitare spiacevoli inconvenienti, messi in conto da chi opta per una vacanza “fai da te”, gli sfortunati protagonisti del caso in questione si erano rivolti al tour operator “In viaggi”, sicuri di poter contare sull’affidabilità di quest’azienda, la quale li aveva mandati al Royal Grand Azure. Il tour operator, pur avvertendo i clienti circa la presenza di lavori in un’ala della struttura e di piccole rifiniture ancora da sistemare, aveva garantito comunque che nessun rumore avrebbe molestato la permanenza dei turisti, e che tutte le strutture erano assolutamente all’altezza della categoria “5 stelle”, come confermato dai sopralluoghi effettuati.
I viaggiatori, una volta arrivati a destinazione, avrebbero dovuto trovarsi di fronte un hotel a “5 stelle”, ma, con immenso stupore (e con somma delusione) hanno scoperto sul posto che “l’albergo dei sogni” era in realtà un cantiere in piena regola, con fili volanti disseminati ovunque (con conseguenti rischi addirittura per l’incolumità fisica dei clienti), strutture inagibili, sporcizia, tombini aperti, assenza di privacy (operai che lavoravano davanti alla finestra delle camere), qualità dei pasti assolutamente non in linea con quanto promesso e previsto dal contratto, mancanza delle più elementari regole igieniche. Le legittime proteste dei malcapitati non hanno però ricevuto le giuste attenzioni dall’azienda che ha organizzato questo viaggio da incubo, e che anzi si è avventurata nella compilazione di una lettera per rispondere alle lamentele di chi ha subito gli enormi disagi della vacanza; la lettera in questione appare come un’incredibile negazione di fatti sulla cui evidenza ci sono ben pochi dubbi, considerando che quanto raccontato dalle persone coinvolte è abbondantemente documentato da immagini di ogni tipo.
L’Unione per la Difesa dei Consumatori si sta muovendo, attraverso il proprio ufficio legale, per chiarire tutti gli aspetti di questa spiacevole vicenda, e per tutelare i diritti dei cittadini-consumatori che si sono rivolti a noi. L’invito, pertanto, è quello di continuare a inviare tutto il materiale a disposizione per permetterci un raggio di azione il più vasto possibile, e di descriverci le vostre disavventure anche sui gruppi appositamente creati su Facebook (“In viaggi(o) per Sharm, facciamoci sentire”, “Dove sono le stelle?”). Per qualunque informazione, contattateci al numero verde 800.305.503 o su info@udicon.org.

FERDINANDO MORABITO
UFFICIO STAMPA UDICON



15/10/2009