LE PMI NELLA MORSA DEL “CREDIT CRUNCH”


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Il credit crunch, la cosiddetta “stretta creditizia”, si verifica in genere nel momento in cui le banche centrali, al fine di raffreddare un periodo di forte espansione, e quindi per eliminare il rischio inflazione, decidono di alzare i tassi di interesse. In questo modo l’accesso al credito viene fortemente limitato.
Nell’attuale fase di recessione economica, il rischio che un nuovo credit crunch, magari meno devastante di quello del 1929, ma comunque molto insidioso, possa materializzarsi, ha allarmato gli industriali italiani e tedeschi, preoccupati dalle possibili conseguenze drammatiche per investimenti e occupazione. E così le paure sono state messe nero su bianco attraverso una lettera congiunta della Confindustria italiana e tedesca, lettera indirizzata a Josè Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, e a Fredrik Reinfeld, primo ministro svedese e presidente di turno del Consiglio europeo. Il documento segnala, appunto, i troppi casi di aziende, soprattutto quelle più piccole, che vedono costantemente negato l’accesso al credito, cosa deleteria in un fase di crisi come quella attuale, in cui invece diventa fondamentale la liquidità per far fronte alle spese quotidiane e per provare a far ripartire gli investimenti. Sotto accusa sono finiti soprattutto i vincoli soffocanti di Basilea 2: per sconfiggere la crisi economica diventa molto importante allentarli.

UFFICIO LEGALE UDICON


04/09/2009