È IN ARRIVO L’ETICHETTA 2.0


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Dal Regno Unito arriva una novità che potrebbe, tra qualche anno, sostituire le date di scadenza sugli alimenti. I ricercatori dell’Imperial College di Londra hanno, infatti, messo a punto dei sensori composti da elettrodi di carbonio in grado di rilevare la presenza di ammoniaca e trimetilammina, secrete durante il processo di decomposizione – in poche parole, l’etichetta apposta sulla confezione sarà in grado di dire se la carne all’interno è andata a male.

Durante i test in laboratorio con confezioni di pesce e pollo, i paper-based electrical gas sensors (PEGS, sensori elettrici di gas su carta) sono stati in grado di rilevare il deterioramento con maggior accuratezza delle altre soluzioni attualmente in commercio e ad una frazione del costo – e ciò potrebbe spingere in tempi celeri ad una loro diffusione nei prossimi 3 anni – stimato intorno ai 2 centesimi per unità.

I sensori, biodegradabili e non tossici – quindi non impattanti sull’ambiente e sicuri al contatto col cibo – sono inoltre combinati con la tecnologia NFC (near field communications, comunicazioni a corto raggio), che consentirebbe ai consumatori di controllare l’effettiva bontà di ciò che stanno per acquistare avvicinando il proprio smartphone (l’NFC è diffuso su una larga parte dei modelli attualmente in commercio) all’etichetta.

Gli scienziati sperano che l’adozione di questa tecnologia porterà ad un minore spreco alimentare (stimato in 2,2 milioni di tonnellate all’anno in Italia) e ad offrire un metodo per controllare la freschezza degli alimenti maggiore rispetto alla data di scadenza, che non può tenere in considerazione, ovviamente, eventuali difetti all’imballaggio o stoccaggio in situazioni non ottimali.

 

 



21/08/2019