IL SENATO AL LAVORO CONTRO L’OBSOLESCENZA PROGRAMMATA


click 158 Stampa


All’inizio di luglio, è stato presentato in Senato un disegno di legge contro l’obsolescenza programmata, vale a dire un insieme di tecniche messe in atto dalle aziende per limitare intenzionalmente la durata di un bene di consumo al fine di aumentare il tasso di sostituzione.

Il concetto non è di recente introduzione; il primo esempio di tale pratica risale a quasi un secolo fa quando, nel 1925, un cartello composto dai principali produttori di lampade ad incandescenza si mise d’accordo per accorciare la vita dei filamenti da circa 2500 a 1000 ore. Inutile dire che le vendite dei bulbi crebbero, permettendo alle compagnie di aumentare considerevolmente i loro profitti – e non si è trattato di un esperimento isolato, se è vero che dagli anni 70 la vita media di un apparecchio si è ridotta sensibilmente e l’obsolescenza programmata costa ai cittadini europei circa 100 miliardi l’anno, oltre ad avere un significativo impatto ambientale.

Il DDL n. 615 apporta alcune modifiche al Codice del Consumo, il testo di riferimento nella tutela dei diritti dei consumatori, e pone l’Italia in prima linea contro suddetta pratica, particolarmente diffusa nel mondo della tecnologia, come già evidenziato dalle sanzioni comminate dall’Antitrust a Samsung e Apple (rispettivamente 5 milioni e 10 milioni di euro); il disegno prevede espressamente, infatti, che non vengano impiegate tecniche di costruzione o materiali che possano ridurre la longevità di un bene o rendere difficoltosa la riparazione, software che ne possano ridurre la funzionalità e stabilisce un numero minimo di anni dopo la fine della commercializzazione del prodotto durante i quali devono essere garantite le parti di ricambio.

Viene inoltre proposta l’estensione della responsabilità del venditore a 5 anni per i beni di consumo elettrici e elettrodomestici di piccole dimensioni e 10 per quelli di grandi dimensioni, nonché la proroga da sei mesi a un anno per la manifestazione di un difetto di conformità e da ventisei mesi a 4 (beni di piccole dimensioni) e 8 anni (beni di grandi dimensioni) per la garanzia legale.

Non ci resta che attendere gli sviluppi in merito – avremo cura di informarvi sugli ulteriori aggiornamenti.



09/08/2019