GIOCO D’AZZARDO, ITALIA HA SPESO 19 MILIARDI NEL 2018. U.DI.CON.: “ISTITUZIONI DISINTERESSATE"


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Roma, 06/08/2019 – “Nonostante quello che sembrava essere un serio interesse a combattere il gioco d’azzardo da parte del Ministro allo Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, troppo poco per non dire nulla è stato fatto in merito alla lotta al gioco d’azzardo – scrive in una nota il Presidente Nazionale U.Di.Con. Denis Nesci – siamo molto delusi come associazione che tutela non solo i consumatori, ma che cerca di divulgare informazioni, sensibilizzando gli utenti in campo sociale e ne sono la dimostrazione proprio i progetti che annualmente portiamo avanti ed in cui il tema della ludopatia è sempre presente. Quello della lotta alla ludopatia è per noi un chiodo fisso e riprenderemo il discorso nei prossimi mesi con l’organizzazione di diverse iniziative volte a non distogliere l’attenzione sul tema. Chissà se il Ministro Di Maio vorrà essere nostro ospite per raccontarci cosa pensa di fare per il futuro – continua Nesci – gli italiani, d’altronde, hanno speso ben 19 miliardi di euro nel 2018, di cui 10,4 miliardi sono finiti nelle casse dello Stato. È forse questo il motivo per il quale si cerca di non preoccuparsi delle persone che rovinano la propria vita a causa del gioco? A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca, dice un vecchio proverbio. Le slot machine rappresentano oltre il 60% delle entrate riferite al gioco, non ci si può girare dall’altro lato davanti a questi dati, perché se il gioco d’azzardo è una piaga assoluta per questo paese, la gran parte della responsabilità è da identificare nell’aumento smisurato proprio delle slot machine. Allora il Governo si metta una mano sulla coscienza – conclude Nesci – perché tanti italiani finiscono per finire nelle mani degli strozzini o peggio ancora per togliersi la vita. Continueremo nella nostra battaglia, il gioco è gioco quando rimane tale, non quando si permette ad una persona di rovinarsi. A cosa servono quelle frasi dette a velocità supersonica alla fine degli spot televisivi per ricordarci che il gioco crea dipendenza se non si fa nulla per evitare che questa dipendenza prenda piede? È tempo che le Istituzioni ci dicano da che parte vogliono stare, se da quella degli italiani o da quella degli incassi”.



06/08/2019