LA FINE DEI RIFIUTI E L’INIZIO DI UN MERCATO


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Pannolini, assorbenti e più in generale prodotti assorbenti della persona (PAP) rappresentano una quantità spesso sottostimata di rifiuti che non era possibile riciclare. Era, perché il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa lo scorso 15 maggio ha firmato il primo decreto End of Waste, per lo smaltimento e il recupero dei PAP, che permetterà di evitare che 900 mila tonnellate l’anno di rifiuti raggiungano gli inceneritori, dando quindi una spinta decisiva all’economia circolare.

Con l’anglicismo End of Waste, letteralmente cessazione del rifiuto, si intende il processo di recupero col quale un rifiuto smette di essere tale e torna ad essere un prodotto da reimmettere sul mercato; i decreti End of Waste regolano il suddetto processo e stabiliscono i criteri per i quali un rifiuto essere considerato di nuovo utile.

Grazie a questo passo, può finalmente decollare un’industria tutta italiana, che vede in FaterSmart, nel Trevigiano, il primissimo impianto di questo tipo, e che porterà nei prossimi anni alla creazione di tantissimi posti di lavoro.

Ma com’è possibile trasformare un pannolino usato in materiale riutilizzabile? Tutto inizia, ovviamente, dalla raccolta differenziata dei prodotti assorbenti e l’invio verso i centri specializzati; qui, la componente organica viene eliminata, i materiali sterilizzati, pre-separati ed essiccati, al fine di eliminare i cattivi odori e potenziali agenti patogeni. Lo scorporo finale delle materie prime seconde (cioè quello che effettivamente verrà riutilizzato) permette di recuperare, da ogni tonnellata di rifiuti PAP, circa 75Kg di plastica, 75Kg di polimero assorbente e 150Kg di cellulosa.

E non è tutto, perché sono previsti altri decreti di questo tipo; i prossimi in dirittura d’arrivo definiranno il recupero di pneumatici, carta e cartone, plastiche e rifiuti da costruzione e demolizione.



21/05/2019