I RITI ED I PERICOLI DELL'ISOLAMENTO


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Da qualche anno, specialmente in contesti urbani ad alta densità di popolazione si assiste ad un fenomeno decisamente preoccupante che riguarda i nostri ragazzi, a volte giovanissimi.

Ragazzi con una vita apparentemente “normale” che affrontano quotidianamente le piccole e grandi imprese legate al mondo della scuola, delle relazioni sociali, dello sport, iniziano progressivamente, ma spesso anche in modo piuttosto veloce, a ritrarsi dagli ambienti sociali, dalle frequentazioni, dagli impegni sportivi...ed, infine dalla scuola. Così troviamo ragazzi, anche di soli 14 anni che, apparentemente all'improvviso, sotto gli occhi attoniti di genitori impotenti, rifiutano di uscire di casa, rifiutano di andare a scuola e si ritirano nella loro stanza...spesso nel loro letto!

Trascorrono le giornate al buio della loro stanza e, come unica compagnia, il proprio computer...videogiochi, navigazione in internet....indisturbati, in una casa silenziosa...alla ricerca dell'unica trasgressione possibile, alla ricerca di siti di vendita di sostanze stupefacenti!

Veri e propri stati depressivi, spesso accompagnati da un corteo sintomatologico importante come fobie sociali, comportamenti ossessivi, paranoie, disturbi della sfera alimentare, ecc.

Frequentemente, la rapidità con la quale si sviluppano questi sintomi, non lascia il tempo ai genitori di rendersi conto della gravità della situazione, della portata di sofferenza psichica legata a questo stato e della necessità di un intervento specialistico in breve tempo.

Se il figlio ha meno di 16 anni, i genitori possono rivolgersi direttamente alla scuola per denunciare la situazione: l’Istituto Scolastico stesso avrà l’obbligo di comunicare l’assenza dell’alunno dalle lezioni ai Servizi Sociali i quali, dietro questa sollecitazione “istituzionale”, attivano degli interventi domiciliari in tempi relativamente brevi!

Ma se il ragazzo ha più di 16 anni, i familiari devono necessariamente rivolgersi direttamente ai Servizi di Salute Mentale del territorio od al più vicino Centro di Neuropsichiatria Infantile! …ma, in questi casi, gli interventi, come dimostrano le statistiche, prevedono tempi  più lunghi!

Comunque, in entrambi i casi, al momento del primo intervento in domiciliare, purtroppo molto spesso, gli operatori sanitari si trovano di fronte ad una situazione psicopatologica in addition, ovvero complicata anche dall’assunzione di sostanze stupefacenti, soprattutto legata alle nuove smart drugs!

La sofferenza psichica, il basso livello dell’umore, gli elevati stati d’ansia e di angoscia insieme al “forzato” stato di isolamento, determinano una comprensibile ricerca, da parte dell’adolescente, di “qualcosa” che possa alleviare il proprio stato di prostrazione! Una ricerca spasmodica, sicuramente incongrua, ma disperata di aiuto….e su questa domanda dei nostri ragazzi, posta nell’unico modo al quale hanno accesso in questa situazione, ovvero via Web, si attiva una fitta rete di “risposte” dai mercati clandestini del Deep Web….sostanze stupefacenti, di qualsiasi tipo, spesso molto pericolose anche ad una sola assunzione, che vengono recapitate…direttamente a casa!

Ma, per un’opera di contrasto a tutto ciò, è indispensabile che la famiglia si apra alla possibilità della cura, del confronto (come abbiamo detto, i casi sono sempre più frequenti!), del sostegno e dell’aiuto da parte delle istituzioni e della propria rete sociale…per uscire dallo stato di eventuale vergogna e segretezza. Insieme si è sicuramente più forti!

 

 

Lorella Ninni



05/11/2018