VIA LIBERA PER LA RIFORMA SUL DIRITTO D’AUTORE


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Il 12 settembre l’Unione Europea ha approvato la riforma del diritto d’autore dopo numerose modifiche effettuate dal Parlamento Europeo alla proposta della Commissione Europea. Le modifiche in questione sulla proposta di giugno erano volte a garantire una remunerazione equa ai lavori di musicisti, editori, interpreti e giornalisti, nel momento in cui i colossi del web come Google, Facebook e YouTube riutilizzavano i loro lavori tramite le apposite piattaforme di condivisione.

Numerose sono state le preoccupazioni dei votanti in merito al copyright in quanto si temeva una sorta di privatizzazione di Internet, strumento ormai diventato come il pane quotidiano per la maggior parte degli individui. La posizione assunta dal Parlamento Europeo ha rafforzato la proposta della Commissione soprattutto per ciò che attiene la responsabilità delle piattaforme sulle violazioni del diritto d’autore. Tutto ciò riguarda anche gli snippet, cioè quella parte dove viene visualizzata una minima parte di contenuto di testo di un editore. Per quanto riguarda, invece, il caricamento di contenuti sulle enciclopedie del web senza fini commerciali come Wikipedia, non rientrerà nell’obbligo del rispetto delle nuove regole del copyright. Il nuovo testo fornisce maggiore potere contrattuale agli autori e agli artisti permettendogli di veder remunerato il proprio lavoro e, se non equo o sproporzionato, questi possono richiedere un supplemento.

In sostanza, questa responsabilità prevede una remunerazione nei confronti dei soggetti detentori dei diritti su materiale coperto da copyright che mettono alla portata di tutti sulle piattaforme online. Allo stesso tempo per garantire maggiori incentivi alle start-up il testo non include nella legislazione le piccole e micro imprese del web.



14/09/2018