SCAMBIO DI DATI TRA WHATSAPP E FACEBOOK: L’AUTORITA’ GARANTE CHIEDE MAGGIORE CHIAREZZA


click 1070

Stampa


Caratteri microscopici e un testo lunghissimo, questo il messaggio apparso sugli schermi degli utenti Whatsapp lo scorso mese, un’informazione  che non ha generato particolare allarmismi, alla luce delle continue notifiche che vengono inviate a seguito di modifiche significative all’interno di un app. Sicuramente la gran parte degli utenti avrà sbuffato alla vista della piccola finestrella con un contenuto interminabile cliccando come si fa di consueto sulla scritta “acconsento”, senza  pensarci due volte, altri invece avranno tentato di decifrare il testo ma con un risultato scarso e, con il bruciore agli occhi, si saranno arresi senza aver compreso in pieno gli scopi della comunicazione.

In realtà se solo si fosse perso un minuto in più, ci si sarebbe resi conto dell’importanza del messaggio che, in sintesi, informava sui cambiamenti di alcune impostazioni sulla privacy che sarebbero state modificate entro la fine di settembre per consentire a Facebook di accedere ad alcuni dati degli utenti per finalità commerciali. Non solo, veniva precisato che nessuna informazione sarebbe stata pubblicata su Facebook o condivisa su Whatsapp per essere visualizzata da altri utenti.

Ad ogni modo l’autorità Garante della privacy ha deciso di avviare un’istruttoria invitando le due piattaforme Whatsapp e Facebook ,autrici degli avvisi, a chiarire alcuni aspetti, fornendo ulteriori dettagli in merito per consentire le opportune verifiche in tutela dell’utente. In particolare ha chiesto di poter approfondire aspetti come: la tipologia di dati che WhatsApp intende mettere a disposizione di Facebook; le modalità utilizzate per la diffusione della comunicazione e l’acquisizione del consenso da parte degli utenti.

L’autorità Garante ha poi richiesto precisazioni in merito ai dati riferiti agli utenti di Whatsapp, poiché nell’avviso diramato non viene specificato se tale tipologia  di informazione sia comunicata  a Facebook , e se il trasferimento dei dati è avvenuto anche per finalità di marketing.

Non da ultimo, l’Autorità ha chiesto chiarimenti ulteriori al fine di conoscere le misure adottate dalle piattaforme social, nei confronti degli utenti, per garantire l'esercizio dei diritti riconosciuti dalla normativa italiana sulla privacy, considerato che da una prima analisi della notifica inviata risulterebbe un tempo limitato per poter esercitare il diritto di revoca del consenso e il diritto di opposizione.



29/09/2016