ANTITRUST: MULTATE TELECOM E WIND


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Ormai è in vigore da circa un anno, ma forse non tutti si sono accorti dello stratagemma adottato dalle compagnie telefoniche sui piani tariffari che ha portato numerosi vantaggi a tutti gli operatori i quali hanno messo in atto la politica del rinnovo dei piani ogni quattro settimane. A prima lettura questa affermazione forse lascerà ancora qualcuno perplesso perché in fondo quando si attiva un piano tariffario si pensa che esso si rinnovi ogni mese che, in pratica, corrisponde a 30/31 giorni.

Tale riduzione, da 30 a 28 giorni, comporterebbe pertanto un aggravio nelle tasche dell’utente, pari a circa una mensilità annua. Ma sin qui nulla di illegale perché gli operatori hanno rispettato l’obbligo di informazione ai clienti, comunicando le modifiche intervenute e  informando contestualmente gli utenti della possibilità di recedere dal contratto senza penali qualora non trovassero convenienza nelle nuove condizioni.

Un comportamento corretto almeno inizialmente perché è di qualche settimana fa la notizia della sanzione comminata dall’Antitrust a Telecom e Wind rispettivamente di 410.000 e 455.000 euro, per aver adottato pratiche commerciali scorrette in occasione della riduzione del periodo di rinnovo delle offerte di telefonia mobile sottoscritte dai propri clienti da 30 a 28 giorni. In particolare secondo quanto riscontrato dall’Autorità, le due società hanno modificato il periodo di rinnovo, tra l’altro, delle opzioni voce mobili abbinate alla vendita a rate di smartphone e tablet, prevedendo a carico di coloro che avevano esercitato il diritto di recesso l’addebito in un’unica soluzione del saldo delle rate residue.

In aggiunta a ciò l’AGCM ha riscontrato un’azione scorretta da parte di Telecom che ha imposto il pagamento di ulteriori somme nelle ipotesi di passaggio ad altro operatore, mentre per ciò che riguarda Wind, la condotta consistente nell’aver modificato il periodo di rinnovo anche per le opzioni rispetto alle quali era stato applicato uno sconto sul costo di attivazione, richiedendo, in caso di cessazione anticipata, un corrispettivo per il recupero di tale sconto.

Vale la pena sottolineare che, allo stato attuale, nonostante il settore delle telecomunicazioni sia forse uno dei mercati in cui esiste una reale concorrenza essendo presenti molti competitor, è pur vero che essi tendono ad adottare delle politiche sempre più simili, riducendo la possibilità di scelta dei consumatori che hanno sempre più difficoltà a fare una comparazione tra le diverse soluzione offerte. 



25/08/2016