U.DI.CON: CANONE RAI TUTTO DA RIFARE


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Roma. 15/04/2016 - Ad un passo dall’applicazione della nuove norme introdotte per il pagamento del Canone Rai il Consiglio di Stato boccia il decreto ministeriale e mette in pausa un provvedimento non chiaro sin dalle origini.

I dubbi che avevamo espresso dall’inizio era fondati e il no del Consiglio di Stato è la conferma che il provvedimento presenta ancora delle ombre – afferma in una nota il Presidente Nazionale dell’U.Di.Con., Denis Nesci -  abbiamo sollevato in più di un’occasione le nostre perplessità su diversi aspetti non proprio chiari, tra cui lo scambio di dati dei database tra l’Anagrafe tributaria, l’Autorità per l'energia elettrica, l’Acquirente unico, il Ministero dell'interno, i Comuni e le società private, ora – continua il Presidente Nesci –  lo stesso Consiglio di Stato  pone un problema di privacy, vista l'elevata mole di dati che si scambieranno gli enti coinvolti, tutto ciò non fa altro che generare confusione tra i contribuenti”.

Sono passati ormai quattro mesi dal rilascio della nostra prima dichiarazione nella quale venivano presentate le perplessità contenute nella legge di stabilità che introduceva le  novità sul Canone Rai, e mancano meno di 3 mesi dalla prima bolletta elettrica con dentro l'imposta della tv, ma proprio in queste ore c’è lo stop. Secondo il parere espresso dal Consiglio il decreto non solo non offre una "definizione di apparecchio tv" precisa, ma sono state riscontrate lacune per ciò che concerne  il pagamento della tassa in presenza di più apparecchi nella stessa casa. A ciò sì aggiunge un aspetto molto più importante relativo alla mancanza di una "disposizione regolamentare" che assicuri il rispetto delle normativa sulla riservatezza. “Non possiamo sottovalutare la poca chiarezza verso i consumatori che sono tenuti al pagamento dell'imposta  –conclude Nesci -  per non parlare poi di tutte le trappole che si nascondono dietro l’attestazione per l’esenzione che bisogna inviare all'Agenzia delle Entrate per attestare di non avere il televisore”. 

Non da ultimo, il Consiglio di Stato punta l'indice sul fatto che il ministero dell'Economia non ha dato un formale via libera (attraverso il meccanismo del "concerto") al decreto, in assenza del "concerto", però, si rischia di inficiare la "correttezza formale" dell'iter amministrativo.



15/04/2016