ISTAT: COME CAMBIANO I CONSUMI DEGLI ITALIANI


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Cambiano i tempi, cambiano le mode, cambiano i consumi e, inevitabilmente si aggiorna anche il paniere Istat che, anche quest’anno, non smette di stupire con l’introduzione di nuove voci relative ai consumi. Dal 1928 l’Istituto di statistica si occupa di scattare la fotografia delle abitudini degli italiani per calcolare l’inflazione del Paese e, come ogni anno, si assiste ad un cambiamento radicale dei prodotti che sostituiscono i beni di prima necessità dei tempi passati. Succede così che l’aspirapolvere, il barbiere, la vespa e il walkman cedano il posto alla pasta senza glutine, al car sharing e al ginseng al bar, andando ad arricchire il paniere che quest’anno conta 1.476 prodotti.

La revisione del paniere, per la prima volta, introduce anche la nuova classificazione dei beni e servizi destinati al consumo ECOICOP (European Classification of Individual Consumption by Purpose), uno standard internazionale messo a punto dalla Divisione Statistica delle Nazioni Unite che viene usato, tra l'altro, per l'elaborazione degli indici dei prezzi al consumo.

Andando ad analizzare nel dettaglio le novità introdotte, ci si accorge della varietà delle voci che determinano il tasso di inflazione: alle new entry (leggings da bambina, la lampadina led, i panni cattura polvere, l’alloggio universitario e il tatuaggio) si aggiungono i prezzi delle automobili usate ad integrazioni di quelle nuove, il trapano elettrico nella categoria degli utensili e attrezzature a motore per la casa e  il giardino, a cui si aggiungo i viaggi, la cura della persona e naturalmente tutti i generi alimentari che, sin dall’inizio,  hanno contribuito a definire il fenomeno studiato.

Non tutte le voci però hanno lo stesso valore, continuano ad avere un notevole peso i beni alimentari, mentre si registra un aumento per il comparto dei servizi, in particolare i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona e, allo stesso tempo diminuisce il peso attribuito aii servizi relativi ai trasporti, con l’uscita definitiva delle cuccette dei vagoni treno e l’entrata definitiva dei voli low cost.

Ciò che desta più stupore è la scelta di aumentare il valore dei servizi ricettivi e di ristorazione, alla luce del taglio adottato dalle famiglie negli ultimi anni per ciò che concerne pranzi e cene, tale considerazione mette in luce un aspetto da non sottovalutare, relativo al calcolo finale dell’inflazione sulla base dei pesi assunti dalle singole categorie. 



10/02/2016