TRUFFE LEGATE AL CONSUMO


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Le truffe legate al consumo possono essere definite come tutte le manifestazioni di tale forma di reato che coinvolgono il cittadino in qualità di consumatore, ovvero nel momento in cui acquista o usufruisce di un determinato bene o servizio.

Tra queste, che possono svilupparsi sia in ambito domestico che per strada, quelle più diffuse e pericolose sono quelle che prendono il nome di truffe contrattuali, reati plurioffensivi in quanto pregiudizievoli sia per il singolo consumatore che per la sicurezza dei rapporti commerciali e giuridici della collettività.

Le truffe contrattuali più diffuse sono quelle relative alla firma di un contratto tramite il furto di identità, la diffusione di pubblicità ingannevoli, contraffazione della merce, e-commerce e quelle relative ai finanziamenti e alle assicurazioni.

Come è noto la truffa è reato a forma vincolata cioè realizzabile solo attraverso specifiche modalità descritte compiutamente dal legislatore e si concretizza tipicamente nel compimento da parte del soggetto attivo di artifizi o raggiri, intesi come manipolazioni della realtà o mere attività di persuasione, che vanno a danneggiare il patrimonio della vittima.

Nel contesto del consumo, i comportamenti fraudolenti vengono posti in essere non solo al momento della conclusione del contratto, ma anche nella fase preparatoria o in quella operativa di esecuzione del contratto stesso.

Nel caso in cui il consumatore sia vittima di truffa potrà rivolgersi alle forze dell'ordine e denunciare l'accaduto tramite la querela che deve essere effettuata entro il termine perentorio di tre mesi dalla data dell'accaduto.

È importante sottolineare però che in ambito commerciale è molto difficile tracciare un confine tra quei comportamenti fraudolenti che integrano il reato di truffa e quelli che, pur non essendo riconducibili a questa figura, tuttavia assumono almeno una certa rilevanza in ambito civilistico. Per questo motivo assume un ruolo rilevante il codice del consumo che ha come finalità prioritarie la tutela degli interessi individuali e collettivi di consumatori e utenti. Nel codice le norme garantiscono i diritti per la sicurezza e la qualità dei prodotti o dei servizi, un'adeguata informazione e corretta pubblicità, una guida all'esercizio delle pratiche commerciali secondo principi di buona fede, correttezza e lealtà ed alla trasparenza ed alla equità nei rapporti contrattuali.

Uno dei diritti cardini e fondamentali presente all'interno del nostro ordinamento, che tutela il consumatore è il diritto di ripensamento o di recesso.

Tale diritto può essere esercitato dal consumatore, per i contratti conclusi a distanza o fuori dai locali commerciali, sia in caso di ripensamento contrattuale sia in presenza di clausole vessatorie o per il mancato rispetto dei principi fondamentali indicati dal codice del consumo.

Il diritto di ripensamento presenta connotati particolari e non comuni alle ordinarie categorie contrattuali civilistiche poiché è un diritto irrinunciabile e non assoggettabile a penali o limitazioni in quanto può essere fatto valere senza dover fornire alcuna motivazione.

Il diritto di recesso si esercita entro il termine perentorio di 14 giorni (solari) dalla data della conclusione del contratto con l'invio di una comunicazione scritta alla sede del professionista mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, fax o posta elettronica. La comunicazione deve indicare i propri dati, quelli relativi all'ordine o all'acquisto effettuato, indicando la volontà di recedere. L'unico obbligo per il consumatore è quello di restituzione della merce. Se il professionista o rivenditore, invece, da avviso al consumatore del diritto di recesso entro un anno dalla conclusione del contratto il termine di 14 giorni parte dalla data dell'informativa.

Inoltre, nel caso in cui il consumatore non sia stato in alcun modo avvisato della possibilità di usufruire del diritto di ripensamento il termine viene prolungato di un anno e due settimane ed in questi casi il consumatore non deve sostenere neanche il costo della restituzione dei beni.

Infine è bene ricordare che il cittadino, qualora il fornitore di beni o servizi venisse meno agli obblighi contrattuali prestabiliti, può sempre rivolgersi alle autorità competenti istituite all'interno del nostro ordinamento tra cui: l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato; l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni; il Garante per la protezione dei dati personali; l'Autorità per l'energia elettrica e il gas e il sistema idrico, che garantiscono il rispetto delle posizioni contrattuali e la tutela dei diritti dei cittadini.



29/09/2014