CONSUMI IN CRISI E SPESA LOW COST SEMPRE PIÙ PRATICATA


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Le speranze di un accenno (seppur minimo) di ripresa, il bonus fiscale di 80 euro al mese per alcune categorie di cittadini e la possibilità di estendere tale misura anche ad altri soggetti non sembrano, al momento, elementi sufficienti per aiutare i consumi a ripartire. Anzi: la tendenza in atto è quella del risparmio a tutti i costi e in tal caso è abbastanza emblematico il dato comunicato dal Centro Studi di Unimpresa, riferito ai primi 8 mesi del 2014, che parla di un calo del 6,5% dell’affluenza nei piccoli negozi e del 2,1% nei supermercati, a cui fa da contraltare l’aumento dell’affluenza nei discount (+4,8%).

“La situazione sul fronte dei consumi continua ad essere fortemente critica –afferma con amarezza Denis Nesci, Presidente Nazionale dell’Unione per la Difesa dei Consumatori- e non si vedono concreti segnali di miglioramento. Evidentemente le contromisure adottate fino ad oggi –aggiunge il Presidente Udicon- non hanno ottenuto i risultati sperati e di conseguenza è necessario intervenire con soluzioni differenti, sicuramente più efficaci”.

L’analisi a campione condotta da Unimpresa tra i 18mila esercizi commerciali associati evidenzia come il ricorso alla spesa low cost sia ormai una prassi consolidata, visto che nell’anno in corso già cinque famiglie su sette hanno deciso di recarsi almeno una volta in un discount. Gli acquisti di questo genere sono aumentati del 63% nel 2014, e più di sette italiani su dieci ormai scelgono di fare economia: oltre che su prodotti per la casa e abbigliamento, si risparmia pure su alimenti e bevande, con una quantità sempre maggiore di prodotti scontati fra quelli comprati.

Le difficoltà dei cittadini-consumatori si ripercuotono inevitabilmente sugli esercenti, in una spirale perversa che promette di peggiorare ancora il quadro già in essere, abbastanza desolante: nel 2013, ricordiamo, i consumi hanno fatto registrare una flessione del 2,6%.

“Reputiamo assolutamente necessario un intervento deciso per porre un freno a questa emorragia di consumi e di denaro –è il pensiero di Denis Nesci- e crediamo che non sia giusto abbandonare esercenti e consumatori al loro destino. La situazione è seria –conclude il Presidente dell’Udicon- e ci si aspetta che si intervenga in maniera efficace per far sì che i consumi tornino ad un livello accettabile e che i cittadini possano scegliere con serenità cosa comprare, senza dover per forza compiere pesanti sacrifici”.



15/09/2014