TONNO, NOTIZIE FALSE SULLA PROVENIENZA


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La notizia sta rimbalzando sulle pagine di ogni social network: twitter e facebook stanno infatti agendo come sempre da veicolo per allarmare gli italiani sulla dubbia provenienza del tonno a marchio Coop che, in questi ultimi giorni, è finito sotto l’occhio del ciclone. 
“Attenzione, il tonno della Coop può essere radioattivo” è bastata questa frase e delle foto ad hoc per mandare nel panico migliaia di cittadini che, in tempi record, condividendo la notizia sui propri profili personali, hanno scatenato un vero e proprio caso. 
L’immagine che circola, in effetti, potrebbe indurre molti a considerare la notizia come veritiera, in quanto nella figura della scatola viene evidenziata la sigla FAO 61 o 71 che, per coloro che sono meno informati, identifica il codice di provenienza del tonno nella zona dell’Oceano Pacifico e, fin qui nulla di errato. Il problema si crea nel momento in cui viene specificato che quella è una zona limitrofa al Giappone e, pertanto, le acque potrebbero essere pesantemente contaminate dalla centrale nucleare di Fukushima. 
È proprio su questo punto che bisogna dare le opportune spiegazioni: il tonno Coop non è acquistato e non proviene dalla zona di pesca FAO 61 -che fa riferimento alle acque del Giappone ed è l'unica dichiarata eventualmente a rischio secondo quanto indicato dalla Unione Europea- da ancora prima che avvenisse l'incidente nucleare a Fukushima, per cui il prodotto confezionato e commercializzato da Coop è assolutamente sicuro.
Per il prodotto a marchio Coop si utilizza infatti il tonno a pinne gialle, che non vive in acque giapponesi per via delle temperature troppo basse. Il pescato Coop è salvaguardato da qualsiasi contaminazione radioattiva in quanto proviene dalla zona FAO 71, che indica acque dell'Oceano Pacifico Centro-Occidentale antistanti Filippine, Indonesia, Papua Nuova Guinea e Australia del Nord, e quindi distanti migliaia di km dalla zona del disastro nucleare.
Le smentite da parte dell’azienda fanno quindi tirare un sospiro di sollievo, anche se vale la pena ricordare che i prodotti pescati in quelle acque sono continuamente tenuti sotto controllo anche al momento del passaggio in frontiera.



20/09/2013