YOGURT E CRACKER SOTTO INCHIESTA


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Non esistono prodotti alimentari in grado di risolvere problemi seri del nostro organismo e, a maggior ragione, non si può chiedere ad un semplice yogurt di fare una vera e propria magia riducendo i problemi alle ossa dovute all’insufficienza di calcio assunto durante la giornata. 
La nota compagnia di yogurt Danone, negli ultimi anni ha fatto perno su questa argomentazione per lanciare il nuovo prodotto, Danaos: uno yogurt integrato di calcio da assumere come complemento della dieta quotidiana, suggerito per uno specifico target di consumatori, in considerazione dell’insufficiente apporto di calcio assunto, nonché evidenziando l’inadeguatezza di alcuni alimenti comuni (latte e formaggio) a soddisfare il bisogno di calcio.
Dopo un’attenta valutazione basata su test clinici e studi scientifici, considerando il calcolo della RDA del calcio (ossia la dose giornaliera), l’Antitrust ha sanzionato l’azienda Danone comminandole una multa di ben 180.000 euro per aver violato gli articoli artt. 20, comma 2, 21, comma 1, lettera  b), e 22 del Codice del Consumo in materia di pratica commerciale scorretta posta in essere da Danone, consistente nella promozione dello yogurt Danaos - via internet, telepromozioni e spot pubblicitari - mediante l’utilizzo di indicazioni che inducono il consumatore in  errore rispetto alla effettiva necessità di assumere il prodotto, sulle caratteristiche del prodotto stesso e sulla collaborazione promossa.
Il consumatore, infatti, nel momento in cui recepisce il messaggio non è posto nelle condizioni di avere 
tutte le informazioni rilevanti, posto il rilievo dato alla importanza dell’assunzione giornaliera del vasetto di yogurt e non invece all’importanza di una dieta il più possibile equilibrata e ricca del nutriente in grado di assicurare l’integrità ossea del target di riferimento; è pur vero che l’esplicito ricorso al confronto con alimenti di uso comune quali latte e formaggio, effettuato per suggerire l’inadeguatezza (o la non sufficienza) degli stessi e quindi delle normali abitudini alimentari appare scorretto perché in contrasto con l’importanza di suggerire una dieta varia ed equilibrata e in quanto sottace che l’assunzione del nutriente calcio può derivare dall’assunzione di una pluralità e varietà di alimenti, anche diversi dal latte e dal formaggio.
Stessa sorte è toccata alla Colussi, specializzata nella produzione di biscotti, crackers, merendine e fette biscottate dietetiche, a cui è stata irrogata una sanzione di 100.000 euro, in quanto, secondo l’Agcm i messaggi pubblicitari erano caratterizzati da  claim  nutrizionali di tipo comparativo, risultando idonei a fuorviare i consumatori da scelte commerciali consapevoli e nutrizionalmente fondate, principalmente a causa della prospettazione enfatica ed isolata della riduzione percentuale di nutriente che, in quanto priva dell’indicazione del termine di raffronto, sortisce effetti confusori circa l’effettiva portata nutrizionale del prodotto e, specificamente, in riferimento ai  claim nutrizionali c.d. “assoluti” (i.e. A BASSO CONTENUTO DI GRASSI/GRASSI SATURI), ammessi dal Reg. CE n. 1924/2006 solamente in presenza di specifici requisiti di contenuto del nutriente che, in questo caso, non sussistono.


29/11/2012