“Non solo affetti e relazioni personali, ma anche il lavoro torna a essere un fattore determinante per il benessere degli italiani”, lo sottolinea Martina Donini, Presidente nazionale di Udicon (Unione per la Difesa dei Consumatori), commentando i risultati del monitor Udicon-Piepoli, l’osservatorio che rileva periodicamente il livello di soddisfazione e la percezione della qualità della vita nel Paese attraverso un indice di felicità. Rispetto allo scorso marzo, l’indice si attesta a 61 punti su 100 e circa sei italiani su dieci si dichiarano soddisfatti della propria vita (il 33% si colloca nella fascia “molto felice”, mentre il 40% nel livello medio).
Sale dal 15% al 23% la quota di chi attribuisce la propria serenità a un miglioramento della situazione professionale o a una nuova opportunità lavorativa. Come per la scorsa rilevazione, la famiglia e gli affetti restano il principale motore della felicità degli italiani.
Tra chi si dichiara poco felice, le difficoltà economiche continuano a occupare il primo posto, pur in calo rispetto alla rilevazione precedente (dal 55% al 49%). Cresce invece il peso delle preoccupazioni legate alla salute (38%) e agli eventi negativi in famiglia (32%), mentre aumentano anche i timori per il lavoro (dal 12% al 19%).
“Il dato più interessante è che, mentre il peso delle difficoltà economiche diminuisce leggermente, aumentano le preoccupazioni legate alla salute, alla famiglia e al lavoro. Segno che il benessere delle persone dipende sempre di più non solo dal reddito, ma anche dalla qualità della vita quotidiana e delle relazioni”, conclude Donini.



