Il Parlamento europeo ha adottato le proprie richieste in merito alla proposta della Commissione sul diritto alla riparazione dei consumatori prevista per la fine del 2022.

Secondo le osservazioni fatte dal Parlamento, un diritto alla riparazione efficace dovrebbe riguardare tutto il ciclo di vita dei prodotti: progettazione, produzione, armonizzazione dei protocolli, informazione ai consumatori sulla riparabilità. Inoltre dovrebbe promuovere un utilizzo delle risorse responsabile e sostenibile per permettere la riduzione del rifiuto e incentivare un suo riutilizzo.

Tra le richieste del Parlamento europeo ci sono:

  • Incentivi ai consumatori per riparare il prodotto anziché sostituirlo come l’estensione delle garanzie e la fornitura di un dispositivo di sostituzione per tutta la durata della riparazione;
  • La corretta informazione ai consumatori: durata di vita stimata di un prodotto, disponibilità dei pezzi di ricambio, dei servizi di riparazione e di aggiornamento software;
  • Strumenti di etichettatura come i codici QR;
  • Un protocollo basato su un meccanismo di responsabilità tra produttore e venditore in caso di non conformità dei prodotti;
  • Regole sulla durabilità e sulla riparazione inclusi in una futura direttiva sulla progettazione ecocompatibile;
  • Le pratiche che limitano il diritto alla riparazione o che portano all’obsolescenza potrebbero essere considerate pratiche commerciali sleali e vietate dal diritto Ue.

Per quanto riguarda i dispositivi digitali e in particolar modo gli smartphone, gli aggiornamenti delle applicazioni dovrebbero essere reversibili e resi disponibili per un periodo di tempo minimo, non comportare diminuzioni delle prestazioni, garantendo una completezza informativa ai consumatori nel momento dell’acquisto. I rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche rappresentano il flusso di rifiuti che è cresciuto con maggiore rapidità a livello mondiale, con oltre 53 milioni di tonnellate smaltite nel 2019.

Il Parlamento europeo ritiene il diritto alla riparazione un pilastro fondamentale dell’agenda per l’economia circolare. Da circa 10 anni, i deputati europei sono favorevoli ad un miglioramento dell’impianto normativo e hanno adottato due risoluzioni che contengono diverse proposte concrete per rendere le riparazioni sistematiche efficienti in termini di costi. La Commissione ha annunciato l’intenzione di voler intervenire con una proposta di modifica della direttiva sulla vendita di beni e sta valutando la possibilità di presentare nel terzo trimestre 2022, un nuovo atto legislativo sul diritto a riparare.

Qui il link per consultare le risoluzioni del Parlamento europeo.

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