La Banca d’Italia ha pubblicato il “Report sulle abitudini di pagamento dei consumatori in Italia: evidenze dalle indagini BCE“. Lo studio analizza l’utilizzo del contante e degli altri strumenti di pagamento in Italia sulla base dei dati dell’indagine sulle abitudini di pagamento dei consumatori nell’area euro (SPACE), svolta dalla BCE nel 2019 e dell’indagine sulla misurazione dell’impatto della pandemia sui pagamenti del 2020 (IMPACT).

I risultati dimostrano come il contante resti lo strumento più usato nel punto di vendita fisico – sebbene la sua quota sia diminuita rispetto al 2016 – e che il suo ruolo sia limitato per altre forme di transazione come i pagamenti da remoto e delle bollette domestiche.

I pagamenti effettuati con contante rappresentano il 58% dei pagamenti totali (68% nel 2016), rispetto al 32% delle transazioni con carte (29% nel 2016) e al 10% con altri strumenti (3% nel 2016). Il valore medio di contante utilizzato è pari a 16,18€, mentre per le carte è pari a 45,24€.

Il contante è più usato nel centro-sud, in particolare dalle donne, dai giovani e dalle persone con un reddito basso; anche lavoratori autonomi, studenti e disoccupati pagano principalmente in contanti. Al contrario, l’utilizzo di strumenti alternativi, in particolare le carte, è maggiore per intervistati con livelli di istruzione elevati, persone con redditi medio-alti, impiegati e pensionati.

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