Le mascherine, o in gergo tecnico i dispositivi di protezione individuale, sono diventate della nostra quotidianità. Per cercare di contrastare la diffusione da covid-19, il nostro Governo ha imposto ormai da quasi un anno, l’utilizzo di esse anche all’aperto, proteggendo così sia noi stessi che gli altri. Per tali ragioni, è indispensabile che vi sia un corretto utilizzo di esse, coprendo bene naso e bocca, ma come riconoscere se la mascherina è sicura e certificata?

Facciamo prima un passo indietro, in commercio si trovano diversi tipi di dispositivi di protezione individuale, quelle di certo più utilizzate sono, le mascherine chirurgiche: la loro capacità di filtraggio, è soprattutto indirizzata verso l’esterno, ciò significa che le eventuali secrezioni respiratorie vengono bloccate dalla mascherina all’interno proteggendo così gli altri, ma non hanno un’alta percentuale di filtraggio dall’esterno, quindi protegge un po’ meno noi stessi. Viceversa, le mascherine FFP2 o FFP3 o FFP1, hanno un’alta capacità di intrappolare sia le goccioline di saliva all’interno di esse e sia all’esterno, dandoci così una protezione del 99% sia a noi stessi che gli altri. Per essere valide quest’ultime, bisogna che vi siano riportate determinate diciture sulla parte esterna o sulla confezione, come previsto dal D.lgs. n. 475/1992 ovvero i requisiti della norma tecnica UNI EN 149:2009 + A1:2009, specifica per i filtranti facciali. Oltre al riferimento alla norma tecnica, la mascherina filtrante deve riportare sulla confezione o sul prodotto il marchio CE, il quale garantisce l’approvazione da parte delle normative europee.