Sono stati 5.000 i consumatori interpellati tra Francia, Germania, Italia e Regno Unito, per uno studio che ha rilevato come il 52,4% degli uomini e il 44,3% delle donne non sembra aver subito un “effetto Covid” per ciò che riguarda una previsione di spesa per il settore moda. Ecco perché rimarrebbe invariato l’impegno economico per la moda nella seconda metà del 2020. Al contrario un 13,7% di acquirenti donne e un 17,1% di clienti uomini pensando di aumentare queste spese. In queste percentuali si trova l’88,9% che scegli di soddisfare il “revenge shopping” dopo il frustrante periodo di lockdown.

L’indagine continua sottolineando come l’83,7% degli utenti ha espresso la volontà di acquistare capi intramontabili mentre un 47,3% che desidera prodotti extralusso. Ciò che colpisce è come questi due desideri facciano riferimento alle strategie commerciali che hanno messo in campo i brand di moda dal 2008 ad oggi.

Il 64,1% tiene conto del materiale con il quale è stato prodotto un capo, dimostrandosi eco-responsabili. Addirittura il 30,1% sarebbe disposto anche pagare più soldi per esserne sicuro.

Il 66,6% dei consumatori europei fa caso all’etichetta originale dei prodotti, sostenendo soprattutto quelli nati tra le mura di casa, senza dare spazio a produzioni straniere. È l’Italia a guidare questa speciale classifica legata alla preferenza di un prodotto nostrano, seguono i francesi e molto staccati sono i tedeschi e gli inglesi.

Anche i giovani sembrano essere molto legati ad una produzione eco-sostenibile, anche se in questo caso l’ostacolo del prezzo porta spesso a virare su altre scelte. Cresce ancora la moda vintage che negli ultimi anni ha già visto una crescita esponenziale di vendite e nuovi negozi di prossimità. Questo sta portando ad una rivoluzione nel mercato della moda che interessa anche i marchi più costosi.