La crisi dovuta alla covid-19 ha inevitabilmente colpito il settore dei trasporti ed in particolar modo quello aereo, che paga una serie di limitazioni (anche psicologiche) in più rispetto al più “semplice” trasporto ferroviario. Ora si può viaggiare, è vero, ma nel mese di maggio ha viaggiato quasi il 99% di passeggeri in meno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Questo è un dato drammatico per il settore, perché in tantissimi settori si cerca di ripartire e si sta andando verso numeri più incoraggianti, per il trasporto aereo non si vede la luce.
Secondo alcune previsioni il 2020 sarebbe stato l’anno della consacrazione del trasporto aereo, d’altronde se tra il 2010 e il 2018 il numero dei passeggeri che hanno scelto il trasporto aereo in Italia è aumentato del 33%, si comprende come questa tipologia di spostamenti fosse destinata ad un ulteriore dato positivo. Nel mese di marzo sono stati cancellati il 66% dei voli in confronto a marzo 2019. E i passeggeri in meno? “Appena” 45 milioni sempre a confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente.
Dovrebbe essere il dato peggiore direte voi ed invece no. Ad aprile i numeri toccano numeri negativi incredibili con il -93% dei movimenti aerei. Quello che più preoccupa, tuttavia, è il dato del mese di maggio, che segue da vicino la tendenza negativa dei mesi precedenti. Nonostante la geolocalizzazione del virus, i trasporti aerei soffrono in tutta Italia, senza grandi differenze. Continuano a volare gli aerei del settore merci, anche se, anche in questo caso, i numeri sono notevolmente negativi. Il settore aereo si riprenderà, i numeri torneranno a riportare il segno +, ma quando abbandonerà questa fase di crisi?

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